Federazioni & Social: Pugilato

Il pugilato non è solo uno sport da combattimento, ma anche il mezzo di difesa personale più antico al mondo. I pugni sono infatti da sempre per l’uomo la prima difesa più istintiva.

Come sport era già praticato nell’Antica Grecia e nell’Antica Roma: allora i pugni venivano fasciati con strisce di cuoio e talvolta placche di metallo, per proteggere le nocche. La stessa parola “pugilato” deriva dal latino pugilatus, originata da pugil, che indica l’atleta che lotta con il pugnus, ovvero con il “pugno”. Ma è anche conosciuto come “la nobile arte” dal XVIII secolo, perché richiede forza, coraggio, velocità e intelligenza.

A livello competitivo si svolge all’interno di uno spazio quadrato chiamato ring, dove due atleti si affrontano colpendosi con i pugni chiusi protetti da appositi guantoni, con l’obiettivo di indebolire e mandare a terra l’avversario.

Per capire meglio come comunica online la Federazione Pugilistica Italiana, abbiamo parlato con Tommaso Gregorio Cavallaro, responsabile dei canali social della Federazione.

 

La Federazione Pugilistica Italiana nasce nel 1916 a Sanremo, ma devono passare 11 anni prima che arrivi la meritata affiliazione al Coni. L’attuale presidente è Vittorio Lai che nel 2017 ha ricevuto il testimone da Alberto Brasca. Attualmente la federazione può contare su numeri di altissimo livello: 33.215 tesserati con ben 1000 e passa società affiliate. Dati che continuano ad aumentare di anno in anno come anche le quote rosa della boxe: sono quasi 6.000 le ragazze che indossano i guantoni e salgono sul ring. La distribuzione sul territorio è capillare, con Lazio e Lombardia a fare da battistrada. L’Umbria, dove si trova il centro tecnico federale, e la Sardegna, che ha una grande tradizione pugilistica, rappresentano due eccellenze. 

 

Dal 2012 la FPI ha iniziato la sua “Guerrilla” social con il varo del suo profilo Facebook che ora conta più di 65.000 liker. Il secondogenito social è stato Twitter, aperto nel maggio dello stesso anno e che al momento ha 4.000 follower. Nella seconda metà del 2012 abbiamo deciso di sbarcare anche su YouTube, facendo una partnership con Google che ha dato modo di mettere online il Canale ufficiale della FPI: FPIOfficialChannel. Piattaforma streaming, i cui iscritti sono 12.000, in cui, grazie alla collaborazione con il nostro service Stream+, vengono mandati in onda tutti i match di tutti i campionati indetti dalla FPI, ivi compresi alcuni grandi eventi della Boxe PRO. Le nostre dirette sono seguite da un pubblico sempre più crescente e ormai offriamo dei prodotti che potrebbero competere con produzioni tv di alto livello. I nostri live ormai constano di: Studio pre e post evento, telecronaca e grafiche personalizzate per ogni incontro e boxer.
L’apertura del canale YouTube ci ha “costretto” all’approdo anche su Google+, la famigerata e abortita risposta di Google a Facebook. Avventura su Google + conclusasi nello scorso marzo poiché la Casa madre ha giustamente capito che quel tipo di “antiFB” non stava dando i frutti sperati.
Altra perla del nostro forziere social è Instagram, su cui la FPI è giunta nel maggio 2013. La nostra pagina Insta conta quasi 25.000 follower, ai quali offriamo in pasto quotidianamente foto, video e stories.

 

La nostra politica social è molto semplice e può essere riassunto con il seguente termine: Guerriglia. Non siamo il calcio, sport in cui anche il mero movimento della pelota a centrocampo fa notizia e crea engagement, per cui dobbiamo bombardare quotidianamente il web con news, foto, video e compagnia cantando. Siamo però uno sport che piace soprattutto dal punto di vista della spettacolarità delle immagini dei nostri campioni sul ring. Non per niente la Boxe è da sempre considerato lo sport cinematografico per eccellenza. Va da sé che la condivisione di immagini, in questo ci aiuta molto Instagram, è la cosa che sfama di più gli appetiti dei nostri appassionati.

 

I nostri partner sono costantemente inglobati nelle nostre campagne social. Un esempio è la campagna #noisiamoboxe, ideata dalla FPI e promossa dagli sponsor federali Uliveto, Boxeur des Rues e WhySport. Un progetto social finalizzato alla diffusione della cultura del pugilato e dei suoi benefici e per promuovere il tesseramento e l’affiliazione nel 2019 e negli anni a seguire.

 

Moltissimi nostri atleti sono sui social e alcuni di loro, vedasi Clemente Russo, Irma Testa, Giovanni De Carolis, sono a livello di influencer sportivi e hanno anche dietro dei team social che li consigliano su come curare e gestire al meglio i loro rispettivi profili. La cosa che più ci fa piacere è che ormai si è creato un flusso continuo di condivisione e interrelazione tra i social FPI e quelli dei nostri atleti, che possono e devono essere considerati i primi e più importanti testimonial della noble art tricolore.

 

Un aspetto che qualche nostra atleta dovrebbe migliorare è il comprendere che la vita da boxer, per quanto attiene la fantastica agorà del virtuale, deve essere separata da quella privata.

 

Tutti i nostri eventi hanno una copertura social.
Se devo però citare alcuni dove i social media sono stati fondamentali direi:
  1. Gli Europei Youth del 2018 svoltisi a Roseto degli Abruzzi
  2. I Campionati UE femminili del 2017 a Cascia
  3. Il dual Match Italia vs Argentina del 18 ottobre scorso a Roma
  4. L’evento Pro del 14/12/2018 che ha avuto luogo in quel di Cinecittà
  5. La riunione Pro del 24/3/2019 il cui proscenio è stata il Centro Congressi EUR “la Nuvola” di Roma
  6. Tutte le edizioni degli Assoluti (il massimo campionato AOB – Dilettanti del pugilato italico) dal 2012 in avanti.
Qui tutti i canali della Federazione, da seguire:
Federazioni & Social: Triathlon

Il triathlon nasce nel 1977. È uno sport giovane che riunisce in un’unica prova le tre molto più classiche discipline del nuoto, del ciclismo e della corsa. Non è semplicemente la somma di tre sport, ma un vero e proprio sport a sé stante.

I concorrenti devono passare da una frazione di gara all’altra senza interruzioni, mostrando alti livelli di forza, resistenza e coordinamento. I gesti che devono compiere sotto sforzo sono infatti molto diversi tra loro. Tutte e tre le discipline sono di tipo aerobico e presuppongono un diverso impegno muscolare. Per questo il triatleta si può considerare uno sportivo completo sotto tutti i punti di vista: un fondista dedito allo sport di resistenza, con uno sviluppo muscolare armonico.

Come comunicano tramite i canali social i triatleti e la loro Federazione? Ne parliamo con Alberto Fumi, responsabile della comunicazione di federazione.

 

La Fitri, che vede i suoi albori nel 1984 con la prima gara su territorio italiano, diventa Olimpica nel 2000, proprio in occasione del debutto ai Giochi del triathlon. Nelle successive edizioni delle Olimpiadi, l’Italia del triathlon è sempre stata rappresentata e nel 2016, a Rio de Janeiro, ha debuttato anche la nazionale Paralimpica che, all’esordio, ha conquistato due storiche medaglie (argento con Ferrarin, bronzo con Achenza).

 

La Federazione Italiana Triathlon è presente su Facebook, Instagram, Twitter, Youtube e Vimeo. I primi due canali citati sono decisamente strategici per la Fitri: Facebook è il principale canale social, il più frequentato dagli appassionati e dai tesserati, sul quale vengono veicolate anche iniziative dedicate agli sponsor, mentre Instagram, aperto dal 2018, è dedicato principalmente al “campo gara” con il racconto per immagini dei principali appuntamenti della stagione.

 

Gli azzurri del triathlon sono molto attivi sui social: i canali più gettonati, anche in questo caso, sono Facebook e Instagram, in particolare le storie. I triatleti di alto livello trascorrono gran parte dell’anno in raduno o fuori dall’Italia per le gare internazionali e dunque sfruttano le pagine e profili per rimanere in contatto con i loro fan che li seguono in ogni parte del mondo. I canali istituzionali offrono grande visibilità all’attività di Alto Livello: spesso e volentieri, i contributi creati dalla Fitri sui social e sul sito ufficiale, vengono condivisi e diffusi da atleti e addetti ai lavori tramite i canali personali.

 

Abbiamo due esempi di successi numerici delle nostre piattaforme. In occasione dei successi internazionali dei nostri atleti, i sostenitori, gli amici e i semplici appassionati hanno gioito insieme a noi e agli stessi atleti in maniera virtuale per i trionfi ottenuti anche a migliaia di chilometri di distanza. Altro esempio, il coinvolgimento dei nostri follower in occasione di alcune gare italiane che non disponevano della copertura televisiva: le nostre dirette Facebook dal campo gara hanno riscosso sempre un considerevole successo in relazione ai nostri numeri consueti.
Federazioni & Social: Canottaggio

Il canottaggio è considerato uno degli sport più completi a livello fisico. Velocità e resistenza, tra le più alte di tutti gli sport, sono le caratteristiche che deve avere un buon canottiere.

Il canottaggio si pratica su fiumi, laghi e mare, con barche molto affusolate. Queste hanno seggiolini mobili orientati a poppa e un equipaggio composto da uno o due remi e da un timoniere opzionale. Il capovoga, che siede sul primo carrello partendo da poppa nelle barche più lunghe, dà il giusto ritmo alla barca e definisce la strategia di gara.

Una volta le imbarcazioni erano fatte di legno, mentre oggi sono in fibra di carbonio o in materiali compositi più veloci e idrodinamici.

Le regate si svolgono in primavera e in estate, e si basano sulla velocità. La distanza regolamentare è di 2.000 metri, ma si disputano gare anche sui 1.000 e 1.500 metri per le categorie giovanili. Ci sono poi le gare chiamate “Gran fondo” con distanze che vanno dai 6.000 ai 7.000 metri.

Per saperne di più su questo sport, abbiamo parlato con il dott. Claudio Tranquilli che cura la comunicazione della federazione di riferimento.

 

La Federazione Italiana Canottaggio viene fondata a Torino nel 1888 per diffondere il canottaggio in Italia e all’estero, implementandone i risultati agonistici, sviluppando e valorizzandone l’immagine e i propri valori storici e culturali, sociali ed economici al fine di rendere lo sport del remo sempre più interessante e fruibile per la Sport Community e per le aziende. E’ tra le Federazioni più medagliate ai Giochi Olimpici riconosciute dal CONI.

Come usate i social a livello di Federazione?

Usiamo i social per consolidare la web identity del canottaggio in rete e per fare campagne pubblicitarie in favore dei nostri sponsor. Li utilizziamo anche per fare comunicazione sulle attività federali e nei confronti di tutti i tesserati. Tuti i social che utilizziamo (Facebook, Linkedin, Instagram, YouTube, Twitter, Telegram, RSS Feed) fanno parte dell’area comunicazione e marketing della Federazione Italiana Canottaggio e sono importanti ognuno per la sua natura poiché ad ogni social è dedicata un’attenzione diversa.

Gli atleti percepiscono la comunicazione sui social federali in maniera concorrenziale con la loro attività sui loro profili social. Il giorno in cui arriveranno a comprendere che possiamo essere complementari, veicolando anche i loro profili, allora sarà più incisiva l’attività su questi media.

Un evento di successo per i cui i nostri social sono stati importanti è stato il Festival dei Giovani, con oltre diecimila persone in tre giorni di gara. Una interazione tra giovani di età variabile dai 10 ai 14 anni che hanno permesso a loro di conoscere il media e alla Federazione di aumentare i follower organici.

Qui tutti i canali social della Federazione da seguire:

FacebookTwitter,  Instagram, Youtube, Linkedin, Telegram.

 

Federazioni & Social: Badminton

Il badminton è uno sport che consiste nel colpire con una speciale racchetta un proiettile leggero di forma conica aperta, detto volano, per fargli superare la rete alta 1,55 m posta a metà campo e mandarlo nella metà campo opposta. Si gioca su campo rettangolare in singolo o doppio maschile o femminile, oppure doppio misto. Le competizioni agonistiche internazionali vengono praticate al coperto, mentre ci sono anche tornei estivi di beach-badminton, che si svolgono in spiaggia.

Questo sport ha origini molto antiche, che si fanno risalire al 3000 A.C. Si pensa che sia stato portato in Europa da ufficiali inglesi e porti il nome del castello Badminton House, in cui fu giocato per la prima volta, perfezionato poi nella omonima contea inglese.

È uno dei più veloci sport di racchetta, con scambi rapidi e mosse spettacolari, per cui sono richiesti agilità e riflessi.

Il badminton si pratica a livello agonistico anche in Italia, possiamo vantare diversi campioni.

Abbiamo parlato con Stefano Griguolo, responsabile dell’Ufficio Stampa di FIBa, la Federazione che rappresenta questo sport, per saperne di più.

 

La Federazione Italiana Badminton – FIBa è un’associazione senza fini di lucro con personalità giuridica di diritto privato. Fondata nel 1985 e diventata Federazione Sportiva Nazionale  –  FSN riconosciuta dal CONI nel 2000. È affiliata alla Badminton World Federation (B.W.F.) ed alla Badminton Europe (B.E.) di cui riconosce, accetta ed applica i regolamenti e dalle quali è riconosciuta unica rappresentante del Badminton in Italia.

La FIBa ha per scopi:

  1. la promozione, lo sviluppo, l’organizzazione e la regolamentazione del Badminton in Italia in tutte le sue forme e manifestazioni nel territorio nazionale, con particolare riferimento all’attività giovanile, anche al fine di garantire l’integrazione sociale e culturale degli individui e delle comunità residenti sul territorio;
  2. la tutela della salute degli atleti, la prevenzione e la repressione dell’uso di sostanze o di metodi che alterano le naturali prestazioni fisiche degli atleti nelle attività agonistico-sportive, anche al fine di garantire il regolare svolgimento delle gare, delle competizioni e dei campionati, nell’ambito di quanto previsto dalle norme sportive antidoping del CONI, alle quali la FIBa aderisce incondizionatamente;
  3. la lotta contro l’esclusione, le diseguaglianze, il razzismo, la xenofobia ed ogni forma di violenza, sia fisica sia verbale e di corruzione;
  4. lo sviluppo dell’attività agonistica finalizzata all’attività internazionale ed alla partecipazione alle Olimpiadi, nell’ambito delle direttive impartite dalla B.W.F., dalla B.E. e dal CONI;
  5. la gestione di attività e di servizi connessi e strumentali all’organizzazione e al finanziamento del Badminton.

Il riconoscimento istituzionale ottenuto dal Comitato Italiano Paralimpico conferma l’impegno nella divulgazione del Badminton anche per persone disabili (Para-Badminton) secondo criteri volti ad assicurare il diritto di partecipazione all’attività sportiva in condizioni di uguaglianza e pari opportunità.

 

Come usate i social a livello di Federazione?

Facebook  è il social usato per fare arrivare i propri contenuti ad un pubblico ampio e variegato. Inoltre tramite il live streaming utilizziamo il social anche per lo streaming degli eventi.

Twitter  è il canale per una comunicazione privilegiata, per gli Stakeholders e per le aziende che collaborano con la Federazione.

Instagram si focalizza su una comunicazione privilegiata con i più giovani, attraverso l’utilizzo di post e stories.

Youtube è usato per la realizzazione di contenuti dedicati ma soprattutto piattaforma utilizzata per streaming degli eventi.

Tutti i nostri atleti posseggono un profilo Instagram, alcuni di loro hanno un profilo Facebook, nessuno ha un profilo Twitter. I profili Instagram sono privati ma comunque veniamo taggati nei loro contenuti che riguardano il Badminton e ai nostri atleti piace ripostare le nostre stories o i nostri post. Su Facebook qualche atleta possiede un profilo “business” con contenuti dedicati al Badminton. In linea di massima la maggioranza di loro condivide i contenuti della Federazione.

 

Eventi di successo o progetti che vi hanno visto coinvolti per i cui i social sono stati importanti?

Sempre più importante risultano i social per promuovere i contenuti federali soprattutto durante i grandi eventi nazionali e gli eventi internazionali. Grande successo nelle varie edizioni hanno avuto le dirette Facebook e lo streaming su Youtube che hanno permesso di diffondere l’evento in tutto il mondo.

Sei uno sportivo e vuoi farti intervistare? Scrivici -> info@mydigitalsport.com 

 

RUNNING: NICCOLÓ BRIAMONTE

Secondo l’indagine di Istituto Piepoli e Fidal Runeconomy uscita a maggio di quest’anno, sono sette milioni gli italiani che corrono almeno una volta alla settimana. Risulta che il 59% degli italiani corre almeno una volta al mese, il 7% corre tutti i giorni – con le donne che superano gli uomini – il 33% corre 3 volte a settimana, il 19% da una a tre volte al mese.

Solo il 12% dei runner occasionali sembra partecipare a gare competitive.

In questo quadro, che vede in crescita il fenomeno dei runner e delle città che cercano soluzioni anche tecnologiche per metterli a proprio agio e offrire servizi, si inserisce perfettamente il nostro protagonista di oggi, Niccolò Briamonte. Un influencer che spacca su Instagram e fa divertire con la sua simpatia e immagini bellissime da tutto il mondo.

Non lo conoscete? Rimediamo subito.

 

Ciao a tutti, sono Niccolò Briamonte.

Mi occupo principalmente di organizzazione eventi, sono un freelance producer.

Il mio percorso di studi è stato in Economia, Marketing e Comunicazione, ma alla fine mi occupo di quello che ho sempre fatto fin dopo il liceo per passione, ovvero organizzare eventi, comunicare cose, stare sempre in mezzo alla gente.

Il mio lavoro non è strettamente legato allo sport. Lo sport per me è pura passione, è un passatempo.

Ho iniziato a correre nel 2014, per preparare la maratona di New York. Pensavo che fosse “una volta nella vita” invece non è stato così.

Le mie skill e la mia indole mi hanno aiutato a comunicare la mia passione per la corsa e la maratona. Non ho mai raggiunto successi sportivi perché non sono agonista, pratico per divertirmi. Lo faccio perché finire le maratone mi suscita una grande emozione. Le maratone mi piacciono perché sono alla portata di tutti.

Un risultato di cui sono fiero, per farvi capire, è stato dopo alcuni anni, riuscire a chiudere la maratona di Berlino sotto le 4 ore, a settembre scorso. Sono stato molto contento. Anche se è un tempo molto normale, mi è piaciuto.

La maratona di New York però è quella a cui sono più legato, quella che corro tutti gli anni: per me è sempre un’emozione unica. Vado lento, tranquillo, me la godo.

È stata quella che mi ha fatto capire che avrei voluto rifarlo ancora e ancora.

I canali social sono importanti per trasmettere la mia passione sportiva, che comunico con un linguaggio scanzonato legato al mio divertimento, alla mia passione per lo stare insieme e divertirsi.

Uso i social un po’ come viene, ci sto attento ma non troppo, non mi pongo problemi pensando a quanti like prenderò. Pubblico foto che mi piacciono e sono fighe per me. Nelle stories sto attento per avere uno stile riconoscibile, ma per me l’importante è fare le cose. Mi butto anche senza troppa preparazione.

Progetti interessanti a cui ho partecipato come influencer sono stati la maratona di Berlino, con Nike, per cui sono stato protagonista di una puntata di Sky Icarus. In pratica si è trattato di un documentario in cui ho raccontato la mia esperienza di preparazione e partecipazione alla maratona, insieme a un’altra ragazza. È stata un’esperienza molto bella e importante. La più ufficiale e istituzionale di questi ultimi anni.

Quest’anno poi sono stato Ambassador della maratona di New York, invitato da loro. Dovevo scrivere per promuovere l’iscrizione alla lottery, raccontare la mia esperienza legata a tutte le volte che ho corso, spiegare perché la suggerisco, perché è così importante e speciale, diversa dalle altre. Sono miei quindi diversi articoli del blog ufficiale della  NYC Marathon per promuovere l’evento. Mi sono sentito molto onorato.

Qui il profilo Instagram di Niccolò: https://www.instagram.com/nbrmnt/

 

Sei uno sportivo e vuoi farti intervistare? Scrivici -> info@mydigitalsport.com

POLE DANCE: VIOLA VALSECCHI

La pole dance – che non va confusa con la lap dance – unisce ginnastica e danza, in una disciplina che si esegue con la pertica. La pole dance è a tutti gli effetti un’attività sportiva. Prevede l’esecuzione di figure acrobatiche, che richiedono notevoli prove di forza, resistenza, flessibilità, agilità e coordinazione.

Il primo campionato italiano, a cura della Federazione Italiana di Pole Dance, si è svolto a Roma nel 2010, mentre dal 2013 le associazioni IPSF e POSA organizzano una competizione annuale a livello italiano, compresa tra le competizioni ufficiali da A.I.D.A.S. (Associazione Italiana Discipline Acrobatiche Sportive).

Sapete che in Italia abbiamo una campionessa? Si chiama Viola Valsecchi e qui ci racconta di lei.

 

Ciao, sono Viola.

Mi sono laureata scienze motorie poi ho fatto una specialistica in Scienze, Tecnica e Didattica dello Sport presso l’Università degli studi di Milano, quindi mi sono trasferita in Olanda per lavoro. Ho iniziato a praticare la pole dance durante l’università, per svago, poi ho ricevuto una formazione specifica riferita alla pole dance in Olanda dall’insegnante e campionessa  Yvonne Smink. Ho ottenuto diversi podi e vittorie a livello nazionale in Olanda, intanto ho sempre partecipato a gare agonistiche di atletica.

Pian piano ho iniziato ad aumenta la pratica della pole dance, ho cominciato ad affiancare un’insegnante, ho partecipato alle prime gare, fino a quando non sono tornata in Italia dove ho continuato a praticarla a livello privato. Ho iniziato a ricevere richieste di insegnamento, così a settembre 2014 ho aperto una scuola mia, The Pole Terrace, insieme a Enrico Grasso, che pratica e insegna calisthenics. Abbiamo anche corsi correlati alle discipline, come ad esempio quelli per il potenziamento.

In parallelo nel 2012 ho iniziato un percorso di formazione da osteopata, che ho terminato nel 2018, per cui assisto anche i miei clienti da questo punto di vista, con un focus speciale anche per bambini e donne in gravidanza.

 

Guardando alla mia carriera sportiva, un successo che mi ha dato particolare soddisfazione e spinta ad andare avanti è stato il terzo posto ai campionati italiani nel 2017. Uscivo da un grave incidente e avevo dovuto fare un periodo di fermo per circa un anno. Pensate che facevo lezione da seduta, con indosso la fascia lombare. La vittoria mi ha aiutata dal punto di vista morale: ho capito che ci potevo credere ancora. È stato un pass per il mondiale del 2018 dove poi ho raggiunto il terzo posto, gareggiando con atleti molto forti provenienti da tutto il mondo. È stato emozionante confrontarmi con i modelli che seguivo su Instagram. Ho capito che potevo andare avanti e dopo quello è stato tutto in discesa.

Tra le altre cose ho partecipato anche a spettacoli teatrali come acrobata – ad esempio per il Teatro alla Scala ho fatto Pagliaccio e Cavalleria Rusticana, Giovanna d’Arco, Tamerlano.

 

I canali social sono la base della mia promozione sia personale che della scuola.

Con il mio account Instagram privato pubblico video dei miei esercizi e di quelli delle allieve. Coreografie di mia produzione, che condivido anche su gruppi di pole dance italiani. Mostro cosa viene fatto durante le lezioni, le combinazioni di figure eseguite a vari livelli. Utilizzo format di “mini tutorial” che sono gli stessi che eseguo durante i miei corsi.

Su Instagram o Facebook della scuola mostro invece figure o combinazioni nuove, di livello più avanzato. Condivido risultati sportivi miei o dei miei atleti, anche riguardanti il calisthenics.

Pubblico anche successi pre e post trattamenti osteopatici, sia sportivi che non, mostrando la soluzione a problemi o dolori di vario genere.

I social si inseriscono in una strategia di comunicazione più allargata. Abbiamo il nostro sito e lavoriamo con campagne su Google. Collaboriamo con riviste sia online che cartacee, come ad esempio quelle locali di Lecco.

Ora sono in un momento di fermo perché lo studio da osteopata mi impegna molto, ma conto di ricominciare prima possibile.

 

Sei uno sportivo e vuoi farti intervistare? Scrivici -> info@mydigitalsport.com