Federazioni & Social: Climbing

L’arrampicata sportiva o climbing è una disciplina che impegna sia fisico che mente.

Si distingue in arrampicata libera o artificiale, a seconda che si utilizzino aiuti appunto artificiali per compiere la scalata, oppure no.

Si può esercitare come progressione in solitaria se l’arrampicatore è singolo, oppure in cordata se gli arrampicatori due o tre.

A seconda dell’ambiente in cui si svolge, si distingue poi l’arrampicata su roccia (pareti rocciose in ambiente naturale), su ghiaccio (ghiacciai o cascate gelate), su terreno misto (se si hanno due o più tipologie di terreno da affrontare), oppure indoor (in palestre attrezzate con rocciodromi).

È no sport in crescita, così abbiamo intervistato Marco Iacono, Responsabile Comunicazione e Marketing di Federazione Arrampicata Sportiva Italiana, per scoprirne di più

Ci racconta della Federazione?

Il 5 luglio 1985 i più abili scalatori si diedero appuntamento in Valle Stretta a Bardonecchia, per dirimere definitivamente la questione: chi fosse il più forte in parete, in un confronto che annullasse il rischio per esaltare la difficoltà.

Nacque quel giorno l’arrampicata sportiva, con le sue regole, i suoi sistemi di valutazione, le gare e i confronti.

L’anno successivo, ad Arco, prendeva vita la manifestazione che in breve sarebbe diventata cult, il RockMaster. La gare furono trasmesse in 7 paesi e furono seguite dal vivo da 10.000 persone. Non male per uno sport che non aveva ancora compiuto un anno di vita! Contemporaneamente in Francia, a Vaulx-en-Velin, un sobborgo di Lione, si teneva la prima gara indoor, gettando così le basi per un rapido sviluppo anche lontano dalle montagne. Sulla scia del successo iniziale, nel 1987 nacque la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana che dopo pochi anni ha ottenuto il riconoscimento del CONI e nei primi mesi del 2011 il riconoscimento da parte del CIP di Disciplina sportiva paralimpica.

L’Arrampicata ci ha messo poco tempo ad imporsi come moda e come stile di vita: uno stile mutuato dall’alpinismo e declinato in ambito (e con gusto) prettamente sportivo. Le arrampicate, che si svolgono sempre in assoluta sicurezza, hanno come scopo quello di arrivare più in alto su itinerari sempre più difficili. Perché la base di questa disciplina è il confronto, diretto, appassionato, fino all’ultima presa, con se stessi e con gli altri.

Nel 2007, dopo 22 anni dalla prima gara di Bardonecchia, nasce la Federazione Internazionale IFSC. Lo stesso anno l’IFSC è riconosciuta in via provvisoria dal CIO. A Vancouver, in occasione delle Olimpiadi invernali, c’è stato il riconoscimento definitivo che ha aperto le porte all’inserimento di questa disciplina nella short list degli sport in predicato di entrare nel programma olimpico delle Olimpiadi 2020. Attualmente fanno parte dell’IFSC 74 federazioni nazionali, in rappresentanza dei 5 continenti.

Da alcuni anni, in base ad un protocollo d’intesa CONI e Ministero della pubblica Istruzione, l’arrampicata entra a far parte del programma di “alfabetizzazione motoria” delle scuole primarie. Si riconosce definitivamente il valore educativo di quello che è sempre stato il primo gioco per ogni bambino: arrampicare!

 

Come usate i social a livello di Federazione?

L’uso dei social network negli ultimi 3 anni è diventato sicuramente il canale più immediato, facile e recettivo per divulgare la vita federale e la promozione dello sport arrampicata. Questo ha portato a promuovere i social come canale primario di comunicazione verso il pubblico sia di settore che non.

Principalmente c’è stato lo sviluppo dei 2 tra i più utilizzati, Facebook e Instagram. Entrambi nell’80% dei casi vengono utilizzati per fornire informazioni e aggiornamenti sulle competizioni e sulla promozione del nostro sport, mentre per il restante 20% per fornire informazioni di carattere istituzionale e per raccontare le storie dei nostri atleti. Sicuramente quest’ultimo è un aspetto che vogliamo maggiormente implementare nel futuro.

Nel rapporto con gli sponsor è sicuramente vincente il lavoro di copertura degli eventi sportivi federali in quanto si riesce facilmente ad ottenere grande visibilità dei marchi tecnici durante lo svolgimento delle gare, inoltre nei periodi di pausa non mancano le iniziative congiunte per promuovere i partner attraverso la spettacolarità e la crescita della disciplina.

Ormai praticamente tutti gli atleti delle nazionali giovanili, senior e paraclimbing sono presenti sui social network. Al 90% la presenza si concentra su Instagram, che soprattutto tra i giovanissimi è diventato il canale primario per promuovere i loro risultati sportivi, compresi gli insuccessi. Fondamentale per gli atleti diventa l’utilizzo dei social per promuovere i loro sponsor personali, mentre il rapporto con la federazione è sicuramente uno strumento per veicolare la loro immagine verso un pubblico più ampio e variegato, aumentando la platea da raggiungere.

Ci sono stati eventi di successo o progetti che vi hanno visto coinvolti per i cui i social sono stati importanti?

Sicuramente quest’anno sono arrivati 2 eventi di successo come i Campionati Mondiali Senior di Tokyo durante i quali abbiamo avuto il primo atleta azzurro a qualificarsi per i primi giochi Olimpici della nostra Federazione. Questo evento è stato come un’iniezione di carburante nei nostri canali, che hanno toccato picchi di milioni di contatti in tutto il mondo grazie soprattutto alle condivisioni da parte di media digitali con una forte presenza come Eurosport.

A breve distanza abbiamo ospitato come federazione in Italia i Campionati mondiali Giovanili, dove un’altra atleta di punta della nazionale dei probabili olimpici ha conquistato ben 3 titoli mondiali disponibili su 4 discipline.

La combinazione di questi due eventi di cui uno “in casa” hanno contribuito ad un periodo di forte concentrazione dell’attenzione verso i nostri canali, dimostrando che gli eventi e i risultati sportivi sono sicuramente la prima forma di comunicazione verso il pubblico. L’anno Olimpico segnerà sicuramente un cambiamento radicale nella percezione da parte del pubblico del nostro sport del quale si sentirà sempre più parlare e dovremo essere bravi noi tramite un progetto di campagne di storytelling ad arrivare a far amare il nostro sport.

 

Badminton Junior: Katharina Fink e Yasmine Hamza

Dal 21 al 23 Febbraio si svolgerà il Decathlon Perfly Italian Junior 2020, l’evento organizzato da FIBa divenuto ormai un appuntamento tradizionale per gli appassionati e gli operatori del Badminton, tappa del circuito di tornei Junior Internazionali appartenenti al Badminton Europe Junior Circuit – coordinati dalla Federazione Europea di Badminton «Badminton Europe».

Nell’ambito del Torneo, durante il quale saranno attivati tre progetti dedicati ai giovani dei club e agli studenti degli Istituti Scolastici del territorio, la Federazione promuoverà una campagna di sensibilizzazione delle tematiche ambientali legate allo sviluppo sostenibile.

Tra i giovani atleti che parteciperanno al torneo, ci sono anche Katharina Fink e Yasmine Hamza, già campionesse italiane, entrambe del club di Bolzano.

Le abbiamo intervistate per conoscerle meglio.

 

Come è nata la tua passione per questa disciplina?

Katharina – Fin da quando ero bambina, avevo già la passione per gli sport in generale. Dopo averne provato un paio, all’età di 10 anni circa, un allenatore di badminton è arrivato alla nostra scuola per introdurci a questo sport. Dopo ho partecipato a un allenamento e da quel giorno non ho smesso di metter piede nel campo da badminton.

Yasmine – Quando ero ancora molto piccola praticavo molti sport tra cui anche il badminton. I miei genitori sono entrambi allenatori ed ex giocatori, quindi era difficile che io non ereditassi la loro stessa passione. Fino ai 9 anni ho praticato in modo agonistico il nuoto e ho tralasciato il badminton, perchè i miei genitori volevano che io facessi un altro sport, ma all’età di 10 ho deciso di intraprendere il badminton e praticarlo in modo agonistico.

 

Com’è la tua giornata tipo?

K – Le mie giornate normalmente iniziano molto presto. Mi sveglio la mattina alle 5:30 per poi essere pronta per il primo allenamento giornaliero alle 6:15. Siccome ho bisogno di migliorare la mia concentrazione nelle prime ore del giorno, gli allenamenti mattutini sono molto duri ma sono convinta che servano alla mia crescita. Appena finisco l’allenamento mattutino, dopo circa mezz’ora raggiungo la mia scuola in bici. Di solito la scuola finisce all’una. Dopo pranzo cerco di fare un piccolo sonnellino di 20 minuti circa e dopo mi occupo delle altre mie passioni.

Invece se ho il rientro pomeridiano a scuola, alle 16:30, salto sulla bici e volo a casa per essere poi pronta in palestra. Per fare tutto questo ho meno di mezz’ora di tempo a mia disposizione! Alcuni pomeriggi mi dedico alla preparazione fisica, allenamento a cui tengo molto! Verso le nove arrivo a casa, mi siedo a tavola con la mia famiglia, studio e vado a letto. Quasi tutti i fine settimana sono impegnata in tornei diversi, nazionali ma anche all’estero, ma trovo sempre qualche spazio per seguire le passioni oltre lo sport, visto che il mio allenatore mi aiuta molto e capisce anche le altre esigenze di una teen-ager. Anche se chiediamo il riposo non ce lo nega.

Y – Alcuni giorni mi sveglio alle 5:45 e altri alle 6:50. Dipende se ho un allenamento mattutino oppure no. Se mi alleno la mattina un’ora dopo vado direttamente a scuola dalle 7:55 fino alle 13:35. Dopo di che torno a casa, pranzo e molto spesso studio, dato che frequento un liceo scientifico ad indirizzo sportivo. Se ho tempo qualche volta cerco di riposare una mezz’ora. Poi dipende dalla giornata: qualche volta vado prima ad allenamento fisico e poi badminton, finito l’allenamento torno a casa, ceno e se ho ancora qualcosa da studiare studio se no vado subito a dormire.

 

Qual è stato il tuo successo più grande e perchè è stato importante per te?

K – Fortunatamente ho avuto varie opportunità di partecipare a eventi assai importanti come per esempio gli europei e i Giochi del Mediterraneo. Però i successi finora più grandi, oltre i titoli di campionessa italiana, sono state le medaglie ai tornei internazionali, sia Europei che extra-europei. Per il resto vado avanti settimana per settimana o meglio giorno per giorno. Guardandola così, ho successi piccoli ogni giorno. Se riesco a raggiungere i miei obiettivi giornalieri, questi passi sono davvero importanti nella carriera di una sportiva. Una cosa che da più giovane non riuscivo a capire.

Y – Fino ad ora il mio successo più grande è stato vincere l’oro agli assoluti 2019 in singolare femminile e l’argento in doppio femminile. Per me è stato un successo molto importante perché mi ha aiutato a maturare e a credere di più in quello che facevo. Perché credo che qualsiasi atleta abbia delle insicurezze nel proprio sport. Mi ha aiutato soprattutto a lottare di più in campo e a cercare di dare sempre il mio 100% .

 

Come ti stai preparando alle prossime gare?

K – Adesso il mio allenatore, la mia compagna di doppio e io abbiamo degli obiettivi molto alti e per raggiungerli bisogna allenarsi nel modo appropriato: ci stiamo concentrando molto sulla qualità del lavoro e sui dettagli che alla fine fanno la differenza!

Y – Per le prossime gare in arrivo che saranno parecchio impegnative mi sto preparando insieme al mio allenatore e alla mia compagna di doppio. Ci stiamo allenando molto intensamente e ci focalizziamo tanto sulla qualità che sulla quantità.

 

I social: ne usi qualcuno?

K – Da poco tempo uso Instagram. Fino a 3 anni fa avevo usato Instagram, Snapchat e Facebook, ma poi avevo cancellato tutto perchè mi sentivo pressata dal postare cose sempre più belle. Sei mesi fa ho riaperto il mio profilo Instagram e voglio focalizzarmi per far vedere una parte della mia vita come atleta. Non ho ancora sfruttato il fatto della visibilità che ti potrebbero dare i social sul mio profilo privato. Però ne ho un altro, dove cerco di crescere ogni giorno, che dedico alla mia passione più grande dopo lo sport, ovvero le lingue. Sul mio secondo profilo (@katastudies) infatti, faccio vedere come studio le lingue (cinese, spagnolo), i miei progressi e cerco di motivare me stessa e gli altri.

Y – Io uso Snapchat, Whatsapp e Instagram. Quest’ultimo in particolare lo suo più degli altri ma cerco sempre di non spendere troppo tempo sui social, infatti anche nel mio account Instagram quasi mai coinvolgo i miei successi sportivi ma lo suo per la mia vita privata. Da poco ho iniziato a pubblicare qualcosa riguardante la mia carriera sportiva perché sento il bisogno di ringraziare attraverso i social i miei sponsor e tante altre persone. invece gli altri social li uso esclusivamente per stare in contatto con i miei amici.

Le seguiremo e faremo il tifo per loro!

Arriva il 5° Cortina Snowkite Contest

In attesa dei Mondiali di Sci 2021 e delle Olimpiadi invernali 2026 Passo Giau ospita dal 6 all’8 marzo, il più importante evento internazionale legato allo snowkite.

Si tratta del Cortina Snowkite Contest, che riprende quest’anno dopo diversi di fermo e per la prima volta assegnerà un titolo mondiale e uno italiano. L’evento rappresenta infatti la tappa finale del circuito Snowkite World Cup, specialità freestyle, e del Campionato italiano – Big Air.

Michele Alì, promotore di questo contest a Cortina fin dalla prima edizione, ci da alcune informazioni in più.

 

Come è nato l’evento?

Nel 2007 sono stato in Francia a vedere alcune gare di Snowkite e ho pensato subito che sarebbe stato molto bello organizzare qualcosa di simile in Italia. I francesi sono sempre stati all’avanguardia in tutte le discipline Freeride e sono stati per me una vera fonte di ispirazione. Così nel 2008 è nata la prima edizione del Cortina Snowkite Contest, che è andato avanti così anche nei tre anni successivi. Nel 2011 ho messo il progetto in un cassetto, ma non l’ho mai voluto abbandonare, al contrario ho sempre sognato di riuscire a riproporlo ed eccoci qui con la 5° edizione ai nastri di partenza.

 

Qual è la situazione della disciplina in Italia?

Lo snowkite è in crescita esponenziale perché molte persone che praticano kitesurf al mare, passano alla versione invernale con facilità. Con lo snowkite si provano delle emozioni incredibili. La sensazione di libertà quando si è trascinati sulla neve crea dipendenza ed è veramente tutta da provare.

 

Cosa ci si aspetta dalla prossima tappa di marzo?

Per quanto riguarda il favorito non me la sento di sbilanciarmi perché ci sono molti nuovi atleti che si stanno affacciando alla disciplina. Spero che gli italiani si presentino agguerriti e con la grinta giusta. Al momento l’unico italiano a sollevare la Corona Re del Giau, il trofeo del vincitore, è stato Michele Leoni nel 2010.

 

I Social: con uno sport così spettacolare sono un canale ideale. Come vengono usati durante l’evento o in questa disciplina?

I social rappresenteranno una parte molto importante per la narrazione di un evento come questo: la sua natura spettacolare, e anche lo scenario in cui si disputa la tappa si prestano perfettamente a essere raccontate per immagini. Oltre a Facebook, in cui si potranno trovare tutte le informazioni e seguire diverse dirette dell’evento, anche Instagram avrà contenuti dedicati e speciali tra foto e stories.

 

Michele Alì, pioniere bolognese dello snowkite italiano, è stato anche il fondatore insieme a un team di istruttori di una delle prime scuole italiane, Kite4Freedom, dando un contributo essenziale alla diffusione di questo sport.

Passo Giau (a quota 2.348 metri) rappresenta un contesto ideale per l’evento: un mare bianco tra neve e cielo, con una visuale a 360° che spazia da Marmolada, a Civetta, Dolomiti Ampezzane, Lastoni di Formin, Croda da Lago fino al Gruppo del Sella. Un panorama unico nel suo genere.

Durante l’evento ci saranno vari appuntamenti sotto la regia di Kite4Freedom: sarà possibile testare kite, sci e snowboard con materiali tecnici di ultima generazione. Il contest sarà infatti una delle vetrine più innovative per tutto ciò che riguarda questo sport.

[Photo credits: Olga Donati, Roberto Foresti, Tobias Eble]

Federazioni & Social: Squash

Per giocare a squash servono due o quattro giocatori, un campo rettangolare chiuso tra quattro pareti, una piccola pallina di gomma e soprattutto una racchetta. Stessa lunghezza della racchetta da tennis, ma piatto dele corde più piccolo. Lo squash deriva infatti proprio dal tennis: pare che fosse il 1830 quando per la prima volta venne attrezzata un’area dedicata nella scuola londinese di Harrow. Il nome di questo sport deriva dall’omonimo termine inglese, che significa schiacciare. In riferimento alla palla di gomma che viene compressa con forza contro il muro.

Per approfondire la storia di questo sport e soprattutto della FIGS (Federazione Italiana Gioco Squash) abbiamo parlato con Davide Babini.

 

In Italia lo Squash fa il suo esordio organizzato nel 1976, con l’apertura del «Bologna Squash Center» nel quale si organizza la prima scuola italiana di Squash.
Prima di allora esistevano solo due campi, a Milano, che venivano utilizzati dai dipendenti stranieri, della Cucirini Cantoni Coats, che avevano costituito il «Milan Squash Giambellino».
Il 22 febbraio 1977 prende vita l’Associazione Italiana Badminton Squash (A.I.B.S.), che segna l’unione di due sport: Squash e Badminton.
Nel dicembre dello stesso anno vengono disputati i primi Campionati Italiani Assoluti, con la partecipazione di società sportive di Milano, di Bologna e di Bergamo.
Negli anni successivi lo Squash registra un forte incremento di praticanti: si aprono numerosi clubs e si organizza un’intensa attività agonistica nazionale ed internazionale.
Lo Squash diviene autonomo dal Badminton il 23 marzo 1985, con la costituzione della F.I.G.S. (Federazione Italiana Giuoco Squash), che viene riconosciuta dal C.O.N.I. come Disciplina Associata sotto il patrocinio della F.I.T. In data 8 maggio 2001, la F.I.G.S. viene riconosciuta quale Disciplina Associata, con associazione diretta al C.O.N.I.
Il Consiglio Nazionale del 26 giugno 2007 ha approvato il riconoscimento ai fini sportivi della F.I.G.S. quale Federazione Sportiva Nazionale.
La F.I.G.S. è affiliata, dalla sua fondazione, alla European Squash Federation ed alla World Squash Federation, quest’ultima riconosciuta dal C.I.O. nel 1985.

Quali e come usate i social a livello di Federazione?

La Figs a livello di social è presente su YouTube, Facebook, Instagram e Twitter.

Il più utilizzato e seguito è senza dubbio Facebook, tramite il quale veicoliamo alcune delle notizie del sito web ufficiale, a cui diamo un taglio meno “istituzionale” aggiornando i follower sugli eventi e le iniziative, pubblicando soprattutto molte fotografie e video.

Molto utilizzato è anche YouTube, tramite il quale pubblichiamo tutte le dirette streaming degli eventi di squash più importanti disputati in Italia, e che rappresenta, in sostanza, l’unico metodo per poter vedere una partita di squash italiano in diretta. Riusciamo a coinvolgere un buon pubblico, specialmente negli eventi internazionali.

Instagram al momento lo utilizziamo in maniera molto semplice, pubblicando fotografie degli eventi più importanti. Essendo molto seguito dai giovani, ci stiamo muovendo per renderlo ancora più ricco ed utilizzato, specialmente tramite l’utilizzo delle stories.

Twitter invece lo utilizziamo per “rimbalzare” le notizie pubblicate su sito web e Facebook, oltre che per notificare l’inizio di una diretta streaming YouTube.

 

I vostri atleti vengono comunicati attraverso i canali social di Federazione?

I nostri atleti hanno principalmente profili privati Instagram e Facebook, e ci tagghiamo reciprocamente durante la pubblicazione di foto e notizie.

 

Eventi o progetti per i cui i social sono stati importanti?

I social sono uno strumento fondamentale nella promozione dei due eventi internazionali che svolgiamo annualmente, l’Italian Junior Open (giovanile) e l’Italian Open Masters (over 35). In entrambi gli eventi abbiamo ottimi risultati, specialmente nelle dirette streaming e nelle photogallery.

Buonissimi i risultati ottenuti anche dalle dirette Facebook durante gli incontri delle nostre Squadre Nazionali impegnate nei Campionati Europei, non coperte da dirette streaming ufficiali.

 

Badminton: la coppia Greco & Strobl

Tra i membri della nostra nazionale di Badminton ci sono Giovanni Greco delle Fiamme Oro e Kevin Strobl del Centro sportivo dell’Aeronautica Militare, che giocano in coppia. Ci siamo fatti raccontare da loro come è nata la loro passione per questo sport e come la vivono ogni giorno.

Perchè hai scelto proprio il badminton?

Giovanni: sono cresciuto a Belmonte Mezzagno, in un piccolo paese della provincia di Palermo dove non c’erano tantissime scelte tra gli sport, ma visto che mio cugino aveva cominciato a praticare il badminton, anche io incuriosito sono andato a provare questo sport, accompagnato da mio zio.

Kevin: sono originario di un piccolo paese altoatesino della Val Venosta che si chiama Malles, dove ho cominciato a praticare sia il calcio che il badminton; alla fine ho scelto quest’ultimo perché un mio amico lo praticava insieme a me e sua madre era la mia allenatrice.

 

Ci descrivi la tua giornata tipo come atleta di badminton?

G&K: ci alleniamo insieme presso il Centro Tecnico della Federazione Italiana Badminton, situato a Milano. Solitamente facciamo 2 allenamenti al giorno, il primo al mattino dalle 9.00 alle 11.30 e al pomeriggio dalle 16.00 alle 18.30. Gli allenamenti si compongono di una parte tecnica che si svolge in campo e una parte in cui lavoriamo sulla preparazione fisica, insieme al nostro preparatore atletico.

Solitamente in campo svolgiamo diverse tipologie di esercizi, infatti l’allenamento molto spesso abbraccia sia la sfera tecnica che quella tattica, non a caso ci viene spesso richiesto di adattarci a situazioni di gioco differenti che potrebbero presentarsi durante le competizioni e questo tipo di allenamento crediamo sia fondamentale per preparare al meglio le gare.

Per quanto riguarda la preparazione fisica, il nostro allenatore ci segue in maniera minuziosa durante la stagione, “periodizzando” il tipo di lavoro e soprattutto i carichi di lavoro, con l’obiettivo di farci arrivare al meglio alle competizioni più importanti dell’anno come per esempio i campionati italiani, gli europei, mondiali e cosi via. Visto che riteniamo il badminton uno sport estremamente complesso, la preparazione fisica si svolge in sedute effettuate sia in sala pesi sia all’aperto quando dobbiamo svolgere il lavoro di corsa intermittente ma non solo, non a caso, solitamente e per la maggior parte della stagione, svolgiamo devi esercizi “giocati” in campo, che però per la loro struttura e l’obiettivo ci portano a mettere in primo piano il lavoro fisico, portandoci al limite della fatica.

Siamo anche seguiti dal punto di vista alimentare, infatti il nostro medico federale ci dà delle linee guida da seguire e un piano di integrazione dettagliato. Solitamente consumiamo i nostri pasti a casa e la nostra prima regola è cercare di evitare i cosiddetti “cibi spazzatura” o fast food, che non possiamo considerare come la migliore fonte di energia che ci prepara ad allenamenti e competizioni.

Per esempio una nostra giornata tipo per quanto riguarda la sfera alimentare è caratterizzata da una buona colazione composta da una scodella di yogurt greco con del muesli, delle fette biscottate, fette di pane integrale oppure delle gallette di riso con della marmellata o miele sopra, un the caldo e un caffè, insomma una colazione che ci possa preparare al meglio all’allenamento mattutino. Spesso durante l’allenamento sgranocchiamo qualcosa di leggero come barrette energetiche o un frutto. A pranzo cuciniamo un primo costituito da un bel piatto di pasta, o riso o farro, non rinunciamo al carboidrato che è una buona fonte di energia per uno sforzo prolungato come quello che viene richiesto durante le sessioni di allenamento. A cena prepariamo un secondo, solitamente carne, oppure pesce, accompagnati da un bel contorno di verdure. Nei periodi più freddi, prima del secondo, ci piace mangiare anche una zuppa calda di verdure o un minestrone.  Viviamo entrambi lontani dalle famiglie, quindi quando nei periodi festivi torniamo nella nostra città natale, solitamente veniamo un po’ più viziati, e le nostre famiglie cercano di prepararci dei piatti che solitamente non mangiamo durante l’anno a Milano, magari qualche piatto tipico delle nostre zone come per esempio i canederli per Kevin e gli anelletti al forno per Giovanni 🙂

Un successo importante che ti ha fatto crescere.

Giovanni: una vittoria che ha segnato profondamente la mia carriera è senza dubbio la vittoria dei campionati italiani assoluti del 2007, dove all’età di 16 anni ho conquistato la medaglia d’oro, ironia della sorte, in finale contro mio cugino che mi aveva indirizzato a questo sport. Ricordo che avevo preparato in tutto l’anno quell’evento con umiltà e dedizione e da quel momento ho capito che soltanto con il lavoro e sacrificio gli obiettivi che ci si prefissa possono essere raggiunti. Come anticipato, quella vittoria ha avuto un sapore agrodolce, ricordo di aver avuto una sensazione strana visto che avevo incontrato in finale un componente della mia famiglia a cui ero legato in modo particolare. Da quel momento però è scattato dentro di me una consapevolezza dei miei mezzi che mi ha portato a vincere altri titoli italiani e non solo, mi ha portato ad essere uno degli atleti di punta della nazionale e mi ha dato la possibilità di partecipare a tante competizioni internazionali, tra le più importanti i campionati Europei e Mondiali, ma soprattutto a 2 edizioni di Giochi del Mediterraneo e 2 edizioni degli European Games.

Kevin: un successo importante nella mia carriera sportiva è sicuramente la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo del 2018, dove per la prima volta il badminton italiano è riuscito a conquistare una medaglia a questa prestigiosa manifestazione. Questo successo mi ha insegnato che col duro lavoro è possibile ottenere dei grandi risultati, anche in uno sport molto difficile come il nostro. Quella è stata l’ultima competizione internazionale disputata con il mio storico compagno di doppio Lukas Osele. Poco più di un anno dopo ho cominciato a giocare il doppio con Giovanni e sicuramente la vittoria ai Giochi del Mediterraneo mi da una spinta in più per alzare l’asticella ad un livello e obiettivi sempre più elevati, non a caso abbiamo disputato gli European Games di Minsk, dove abbiamo battuto una delle coppie più forti d’Europa, ed è anche da quel risultato che vogliamo ripartire e spingerci sempre più lontano.

I social: quali e come li usi?

Giovanni: io non ho nessun social, ma le notizie sportive su di me vengono sempre pubblicate dalla federazione attraverso i propri canali ufficiali ma anche attraverso il profilo social della mia fidanzata, che al contrario di me è un’amante dei social network.

Kevin: io ho un profilo Facebook e Instagram, tuttavia preferisco usare quest’ultimo perché è più semplice tenere aggiornati amici di tutto il mondo, sulle mie vittorie ma anche quando le cose non vanno benissimo. Oltre a quello ovviamente lo utilizzo per pubblicare momenti della mia vita privata.

Progetti e sogni?

G&K: da poco più di un anno giochiamo insieme il doppio maschile a livello internazionale, dove abbiamo già raggiunto traguardi importanti come la qualificazione agli European Games 2019 a Minsk, dove abbiamo anche ben figurato. I nostri prossimi obiettivi saranno la qualificazione agli Europei e a lungo termine il conseguimento di una medaglia ai prossimi Giochi del Mediterraneo. Avremo diverse tappe intermedie in questo lungo percorso, tra le quali l’Italian International 2019 che si è svolto a Milano a Dicembre, dove speriamo di avere il supporto e il tifo di casa.

 

Federazioni & Social: Ginnastica

Tra gli sport più antichi c’è sicuramente la ginnastica. Questa si è sviluppata storicamente grazie agli esercizi fisici che eseguivano i soldati dell’antica Grecia per tenersi in forma e migliorare la capacità di salire e scendere da cavallo, fino ad arrivare alle tecniche acrobatiche dei circhi. Gli sport compresi nel termine “ginnastica” sono diversi, ma tutti richiedono infatti doti cinestetiche, forza ed elasticità.

Le discipline riconosciute dalla federazione internazionale sono 6:

  1. Ginnastica artistica: è sia maschile che femminile. Le donne eseguono trave, parallele asimmetriche, volteggio e corpo libero con accompagnamento musicale. Gli uomini corpo libero, volteggio, sbarra, parallele simmetriche, cavallo con maniglie e anelli
  2. Ginnastica ritmica: solo femminile, prevede esercizi a corpo libero con accompagnamento musicale, da eseguirsi con palla, nastro, clavette, fune o cerchio
  3. Ginnastica acrobatica
  4. Trampolino elastico: prevede una serie di evoluzioni acrobatiche in volo. I ginnasti saltano su un tappeto elastico per eseguire salti carpiati e mortali secondo un programma obbligatorio oppure libero
  5. Ginnastica aerobica
  6. Ginnastica per tutti

Oltre a queste ci sono altre discipline disciplinate da federazioni continentali o nazionali, come la ginnastica attrezzistica, la ginnastica ritmica maschile, il TeamGym, il twirling, il tumbling.

Tra tutte queste, le sole discipline olimpiche sono la ginnastica artistica, ritmica, acrobatica e il trampolino elastico, mentre quelle che prevedono gare mondiali sono l’acrobatica, l’aerobica, la ritmica, l’artistica e il tumbling.

Gli appassionati di ginnastica in Italia sono molti, anche online. Abbiamo parlato con Giorgia Baldinacci, dell’Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne di Federazione Ginnastica d’Italia, che ci ha raccontato come vivono i social federazione e atleti.

La Federazione Ginnastica d’Italia è la più antica di tutte le Federazioni sportive italiane riconosciute dal Coni. Nel 2019 ha festeggiato il 150° anniversario dalla propria fondazione, celebrato con diversi eventi lungo tutto l’anno: dallo spettacolo al Teatro Fenice a Venezia, all’udienza con il Presidente della Repubblica Mattarella e con il Santo Padre. Nonostante sia la più antica, al tempo stesso è la più giovane se si considera l’età media dei nostri tesserati, per la maggior parte “millenial”, e degli appassionati che seguono la ginnatica (fascia di età media 18-24).

 

L’utilizzo dei social è fondamentale per la FGI, proprio in virtù del pubblico giovane al quale ci rivolgiamo. Le notizie, pur veicolate anche attraverso i canali classici di comunicazione (come il sito federale), riescono a raggiungere il nostro target e ad arrivare a destinazione soprattutto per mezzo dei social in particolare Facebook e Instagram: negli ultimi 12 mesi si è registrato un incremento di 6 mila “mi piace” su Facebook e di ben 20 mila followers su Instagram. I social sono inoltre un canale privilegiato per proporre spazi pubblicitari agli sponsor federali, che in questo modo riescono a ottenere un’importante visibilità nel nostro ambiente.

 

Trattandosi di ginnasti molto giovani, i nostri atleti utilizzano i social per veicolare la propria immagine, le attività sportive ma anche per condividere momenti di vita quotidiana tra allenamenti e sacrifici. Insomma, gli atleti sono molto attivi sulle nuove piattaforme: specialmente su Instagram, social preferito dai giovani, ma recentemente anche su Tik Tok, nuovo canale in fase di valutazione per le sue potenzialità. Importante, inoltre, è anche l’interazione dei ginnasti con i canali social della FGI attraverso la ricondivisione dei post e delle IG stories pubblicati dalla Federazione stessa.

 

In virtù del fatto che i social sono diventati il miglior canale di comunicazione per questo target di seguaci, i risultati più importanti si sono visti in concomitanza con svariati eventi sportivi o istituzionali del 2019. Questo ci ha permesso di incrementare il nostro seguito sui social. Inoltre Instagram si è rivelato il canale privilegiato per proporre al nostro pubblico alcuni progetti. In particolare durante la “Ginnastica in Festa” a Rimini.