Badminton: la coppia Greco & Strobl

Tra i membri della nostra nazionale di Badminton ci sono Giovanni Greco delle Fiamme Oro e Kevin Strobl del Centro sportivo dell’Aeronautica Militare, che giocano in coppia. Ci siamo fatti raccontare da loro come è nata la loro passione per questo sport e come la vivono ogni giorno.

Perchè hai scelto proprio il badminton?

Giovanni: sono cresciuto a Belmonte Mezzagno, in un piccolo paese della provincia di Palermo dove non c’erano tantissime scelte tra gli sport, ma visto che mio cugino aveva cominciato a praticare il badminton, anche io incuriosito sono andato a provare questo sport, accompagnato da mio zio.

Kevin: sono originario di un piccolo paese altoatesino della Val Venosta che si chiama Malles, dove ho cominciato a praticare sia il calcio che il badminton; alla fine ho scelto quest’ultimo perché un mio amico lo praticava insieme a me e sua madre era la mia allenatrice.

 

Ci descrivi la tua giornata tipo come atleta di badminton?

G&K: ci alleniamo insieme presso il Centro Tecnico della Federazione Italiana Badminton, situato a Milano. Solitamente facciamo 2 allenamenti al giorno, il primo al mattino dalle 9.00 alle 11.30 e al pomeriggio dalle 16.00 alle 18.30. Gli allenamenti si compongono di una parte tecnica che si svolge in campo e una parte in cui lavoriamo sulla preparazione fisica, insieme al nostro preparatore atletico.

Solitamente in campo svolgiamo diverse tipologie di esercizi, infatti l’allenamento molto spesso abbraccia sia la sfera tecnica che quella tattica, non a caso ci viene spesso richiesto di adattarci a situazioni di gioco differenti che potrebbero presentarsi durante le competizioni e questo tipo di allenamento crediamo sia fondamentale per preparare al meglio le gare.

Per quanto riguarda la preparazione fisica, il nostro allenatore ci segue in maniera minuziosa durante la stagione, “periodizzando” il tipo di lavoro e soprattutto i carichi di lavoro, con l’obiettivo di farci arrivare al meglio alle competizioni più importanti dell’anno come per esempio i campionati italiani, gli europei, mondiali e cosi via. Visto che riteniamo il badminton uno sport estremamente complesso, la preparazione fisica si svolge in sedute effettuate sia in sala pesi sia all’aperto quando dobbiamo svolgere il lavoro di corsa intermittente ma non solo, non a caso, solitamente e per la maggior parte della stagione, svolgiamo devi esercizi “giocati” in campo, che però per la loro struttura e l’obiettivo ci portano a mettere in primo piano il lavoro fisico, portandoci al limite della fatica.

Siamo anche seguiti dal punto di vista alimentare, infatti il nostro medico federale ci dà delle linee guida da seguire e un piano di integrazione dettagliato. Solitamente consumiamo i nostri pasti a casa e la nostra prima regola è cercare di evitare i cosiddetti “cibi spazzatura” o fast food, che non possiamo considerare come la migliore fonte di energia che ci prepara ad allenamenti e competizioni.

Per esempio una nostra giornata tipo per quanto riguarda la sfera alimentare è caratterizzata da una buona colazione composta da una scodella di yogurt greco con del muesli, delle fette biscottate, fette di pane integrale oppure delle gallette di riso con della marmellata o miele sopra, un the caldo e un caffè, insomma una colazione che ci possa preparare al meglio all’allenamento mattutino. Spesso durante l’allenamento sgranocchiamo qualcosa di leggero come barrette energetiche o un frutto. A pranzo cuciniamo un primo costituito da un bel piatto di pasta, o riso o farro, non rinunciamo al carboidrato che è una buona fonte di energia per uno sforzo prolungato come quello che viene richiesto durante le sessioni di allenamento. A cena prepariamo un secondo, solitamente carne, oppure pesce, accompagnati da un bel contorno di verdure. Nei periodi più freddi, prima del secondo, ci piace mangiare anche una zuppa calda di verdure o un minestrone.  Viviamo entrambi lontani dalle famiglie, quindi quando nei periodi festivi torniamo nella nostra città natale, solitamente veniamo un po’ più viziati, e le nostre famiglie cercano di prepararci dei piatti che solitamente non mangiamo durante l’anno a Milano, magari qualche piatto tipico delle nostre zone come per esempio i canederli per Kevin e gli anelletti al forno per Giovanni 🙂

Un successo importante che ti ha fatto crescere.

Giovanni: una vittoria che ha segnato profondamente la mia carriera è senza dubbio la vittoria dei campionati italiani assoluti del 2007, dove all’età di 16 anni ho conquistato la medaglia d’oro, ironia della sorte, in finale contro mio cugino che mi aveva indirizzato a questo sport. Ricordo che avevo preparato in tutto l’anno quell’evento con umiltà e dedizione e da quel momento ho capito che soltanto con il lavoro e sacrificio gli obiettivi che ci si prefissa possono essere raggiunti. Come anticipato, quella vittoria ha avuto un sapore agrodolce, ricordo di aver avuto una sensazione strana visto che avevo incontrato in finale un componente della mia famiglia a cui ero legato in modo particolare. Da quel momento però è scattato dentro di me una consapevolezza dei miei mezzi che mi ha portato a vincere altri titoli italiani e non solo, mi ha portato ad essere uno degli atleti di punta della nazionale e mi ha dato la possibilità di partecipare a tante competizioni internazionali, tra le più importanti i campionati Europei e Mondiali, ma soprattutto a 2 edizioni di Giochi del Mediterraneo e 2 edizioni degli European Games.

Kevin: un successo importante nella mia carriera sportiva è sicuramente la medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo del 2018, dove per la prima volta il badminton italiano è riuscito a conquistare una medaglia a questa prestigiosa manifestazione. Questo successo mi ha insegnato che col duro lavoro è possibile ottenere dei grandi risultati, anche in uno sport molto difficile come il nostro. Quella è stata l’ultima competizione internazionale disputata con il mio storico compagno di doppio Lukas Osele. Poco più di un anno dopo ho cominciato a giocare il doppio con Giovanni e sicuramente la vittoria ai Giochi del Mediterraneo mi da una spinta in più per alzare l’asticella ad un livello e obiettivi sempre più elevati, non a caso abbiamo disputato gli European Games di Minsk, dove abbiamo battuto una delle coppie più forti d’Europa, ed è anche da quel risultato che vogliamo ripartire e spingerci sempre più lontano.

I social: quali e come li usi?

Giovanni: io non ho nessun social, ma le notizie sportive su di me vengono sempre pubblicate dalla federazione attraverso i propri canali ufficiali ma anche attraverso il profilo social della mia fidanzata, che al contrario di me è un’amante dei social network.

Kevin: io ho un profilo Facebook e Instagram, tuttavia preferisco usare quest’ultimo perché è più semplice tenere aggiornati amici di tutto il mondo, sulle mie vittorie ma anche quando le cose non vanno benissimo. Oltre a quello ovviamente lo utilizzo per pubblicare momenti della mia vita privata.

Progetti e sogni?

G&K: da poco più di un anno giochiamo insieme il doppio maschile a livello internazionale, dove abbiamo già raggiunto traguardi importanti come la qualificazione agli European Games 2019 a Minsk, dove abbiamo anche ben figurato. I nostri prossimi obiettivi saranno la qualificazione agli Europei e a lungo termine il conseguimento di una medaglia ai prossimi Giochi del Mediterraneo. Avremo diverse tappe intermedie in questo lungo percorso, tra le quali l’Italian International 2019 che si è svolto a Milano a Dicembre, dove speriamo di avere il supporto e il tifo di casa.

 

Federazioni & Social: Ginnastica

Tra gli sport più antichi c’è sicuramente la ginnastica. Questa si è sviluppata storicamente grazie agli esercizi fisici che eseguivano i soldati dell’antica Grecia per tenersi in forma e migliorare la capacità di salire e scendere da cavallo, fino ad arrivare alle tecniche acrobatiche dei circhi. Gli sport compresi nel termine “ginnastica” sono diversi, ma tutti richiedono infatti doti cinestetiche, forza ed elasticità.

Le discipline riconosciute dalla federazione internazionale sono 6:

  1. Ginnastica artistica: è sia maschile che femminile. Le donne eseguono trave, parallele asimmetriche, volteggio e corpo libero con accompagnamento musicale. Gli uomini corpo libero, volteggio, sbarra, parallele simmetriche, cavallo con maniglie e anelli
  2. Ginnastica ritmica: solo femminile, prevede esercizi a corpo libero con accompagnamento musicale, da eseguirsi con palla, nastro, clavette, fune o cerchio
  3. Ginnastica acrobatica
  4. Trampolino elastico: prevede una serie di evoluzioni acrobatiche in volo. I ginnasti saltano su un tappeto elastico per eseguire salti carpiati e mortali secondo un programma obbligatorio oppure libero
  5. Ginnastica aerobica
  6. Ginnastica per tutti

Oltre a queste ci sono altre discipline disciplinate da federazioni continentali o nazionali, come la ginnastica attrezzistica, la ginnastica ritmica maschile, il TeamGym, il twirling, il tumbling.

Tra tutte queste, le sole discipline olimpiche sono la ginnastica artistica, ritmica, acrobatica e il trampolino elastico, mentre quelle che prevedono gare mondiali sono l’acrobatica, l’aerobica, la ritmica, l’artistica e il tumbling.

Gli appassionati di ginnastica in Italia sono molti, anche online. Abbiamo parlato con Giorgia Baldinacci, dell’Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne di Federazione Ginnastica d’Italia, che ci ha raccontato come vivono i social federazione e atleti.

La Federazione Ginnastica d’Italia è la più antica di tutte le Federazioni sportive italiane riconosciute dal Coni. Nel 2019 ha festeggiato il 150° anniversario dalla propria fondazione, celebrato con diversi eventi lungo tutto l’anno: dallo spettacolo al Teatro Fenice a Venezia, all’udienza con il Presidente della Repubblica Mattarella e con il Santo Padre. Nonostante sia la più antica, al tempo stesso è la più giovane se si considera l’età media dei nostri tesserati, per la maggior parte “millenial”, e degli appassionati che seguono la ginnatica (fascia di età media 18-24).

 

L’utilizzo dei social è fondamentale per la FGI, proprio in virtù del pubblico giovane al quale ci rivolgiamo. Le notizie, pur veicolate anche attraverso i canali classici di comunicazione (come il sito federale), riescono a raggiungere il nostro target e ad arrivare a destinazione soprattutto per mezzo dei social in particolare Facebook e Instagram: negli ultimi 12 mesi si è registrato un incremento di 6 mila “mi piace” su Facebook e di ben 20 mila followers su Instagram. I social sono inoltre un canale privilegiato per proporre spazi pubblicitari agli sponsor federali, che in questo modo riescono a ottenere un’importante visibilità nel nostro ambiente.

 

Trattandosi di ginnasti molto giovani, i nostri atleti utilizzano i social per veicolare la propria immagine, le attività sportive ma anche per condividere momenti di vita quotidiana tra allenamenti e sacrifici. Insomma, gli atleti sono molto attivi sulle nuove piattaforme: specialmente su Instagram, social preferito dai giovani, ma recentemente anche su Tik Tok, nuovo canale in fase di valutazione per le sue potenzialità. Importante, inoltre, è anche l’interazione dei ginnasti con i canali social della FGI attraverso la ricondivisione dei post e delle IG stories pubblicati dalla Federazione stessa.

 

In virtù del fatto che i social sono diventati il miglior canale di comunicazione per questo target di seguaci, i risultati più importanti si sono visti in concomitanza con svariati eventi sportivi o istituzionali del 2019. Questo ci ha permesso di incrementare il nostro seguito sui social. Inoltre Instagram si è rivelato il canale privilegiato per proporre al nostro pubblico alcuni progetti. In particolare durante la “Ginnastica in Festa” a Rimini.

Federazioni & Social: Taekwondo

Il taekwondo è uno sport da combattimento. Nato intorno agli anni ’40, è sport nazionale in Corea del Sud. Si basa sul calcio e combina diverse tecniche per la difesa personale. È uno sport olimpico, che racchiude aspetti legati alla meditazione e alla filosofia.

Abbiamo intervistato il dott. Nicola Milan, Head of Digital della Federazione Italiana Taekwondo, che ci ha raccontato le importanti evoluzioni e i casi di successo online degli ultimi anni.

 

Il Taekwondo è in grande crescita organizzativa e numerica. In pochi anni abbiamo quasi raddoppiato i tesserati superando il traguardo dei 23.000 nel 2019, con più di 500 tra Società Affiliate e Distacchi. 

Come digital media house incentriamo la nostra attenzione sulle tecnologie e le innovazioni che riducono le barriere tra i nostri fan nell’ambito dello sport praticato. Abbiamo iniziato un percorso di rivoluzione digitale da qualche anno, ponendoci l’obiettivo ambizioso di diventare un punto di riferimento digitale nello sport system. 

Come? Attraverso la qualità. Delle immagini, dei testi, dei contenuti, delle risposte ai nostri fan, del lavoro pre, durante e post eventi, dell’informazione giornaliera. 

In tutte le iniziative che promuoviamo attraverso i nostri canali, ci dev’essere sempre quell’elemento di novità rispetto a quello che già conosciamo. Il pensiero è sempre rivolto più alla qualità dei contenuti divulgati che alla quantità. Nell’era digitale moderna il social network si è evoluto notevolmente, diventato uno strumento che affianca in tutto e per tutto l’ufficio stampa tradizionale. È quindi fondamentale che ogni contenuto da noi pubblicato abbia una parte autorale nel copywriting incisiva, per fornire al fan della nostra community un contenuto esclusivo e difficilmente reperibile con altrettanta chiarezza in altri portali. 

Personalmente, vedo con estremo interesse gli sviluppi della realtà aumentata, più che di quella virtuale, e le possibilità quasi infinite di migliorare l’esperienza dei fan senza isolarli dal contesto in cui si trovano. Credo ci sia notevole spazio per la crescita in ambito di intelligenza artificiale applicata ai dati sportivi, ovvero come questi sistemi possono aiutare gli atleti e le organizzazioni a prendere decisioni migliori e ad avvicinarsi alla perfezione, con effetti diretti nella fruizione dei contenuti sportivi. 

Come Federazione guardiamo con estremo interesse il mondo degli esports, ancora di difficile interpretazione. Ci siamo voluti arrivare per primi, essendo noi la prima Federazione ad aver intrapreso il percorso di apertura nei confronti degli esport proponendoci come la casa degli esport da combattimento. Una bella sfida da affrontare dopo che il CIO li ha riconosciuti disciplina sportiva. Il nostro obiettivo primario è quello di incanalare nel modo giusto un fenomeno che riguarda milioni di giovani facendolo naturalmente secondo quelle che saranno le direttive del CIO e del CONI. 

Come usate i social a livello di Federazione?

Nell’odierno contesto della molteplicità degli utenti e dell’accresciuto livello di automazione, un’affermazione di Peter Friedman si rivela particolarmente attuale: “Se date un tocco di umanità al vostro social media marketing, otterrete risultati migliori”. 

Occorre dunque trovare il giusto equilibrio tra esigenze commerciali e istituzionali, tuttavia un equilibrio che propenda maggiormente verso la comunicazione diretta ai fan. Il nostro metodo di utilizzo dei social network fonda le basi su un principio chiarissimo: costruire dei rapporti con la community, mantenendo un dialogo che li coinvolga in una conversazione continua. 

I social media presentano un livello di conversione molto più alto rispetto al marketing tradizionale. Ogni interazione con il fan porta maggiori chance di guadagnarsi la sua fiducia e l’accoglienza della community, che unita ad una tempestiva risposta alle loro domande fa dei nostri social media uno strumento potentissimo per far capire a chi ci segue la professionalità del lavoro svolto quotidianamente. 

Come Federazione siamo attivi in tutti i social di riferimento attuali, Facebook, Instagram, YouTube, Twitter e non solo. Abbiamo aperto quest’anno l’account TikTok per lavorare con nicchie di giovani e potenziali appassionati della nostra disciplina, proponendo al pubblico contenuti veloci e maggiormente interattivi. La nostra è una Federazione che ama sperimentare, innovare, cavalcare i trend. Non sappiamo se l’ultima moda del momento, TikTok, diventerà una piattaforma di successo o se verrà sorpassata da un’altra app concorrenziale a dir poco, di cui si sta discutendo molto. Quel che siamo certi è che ogni opportunità merita di essere esplorata per trarne un vantaggio. 

Abbiamo affiancato alle pubblicazioni un eccellente servizio giornaliero di messaggistica rivolto a tutti i nostri utenti. Telegram, Messenger e i direct di Instagram rappresentano oggi i principali strumenti con il quale gli utenti pongono domande. Era quindi fondamentale esserci per fornire tempestivamente le risposte accorciando i tempi di risposta degli strumenti tradizionali di direct marketing, come la mail o il contatto telefonico. 

Tutto ciò che è social nasce dalla condivisione, e la condivisione ha come oggetto principale i contenuti: non vi sarebbe micro informazione senza un’informazione primaria. Per questo motivo ogni nostra piattaforma ha un proprio stile di comunicazione ben definito e mira a colpire utenti di nicchie diverse che per il 90% dei casi non utilizzano tutti gli strumenti ma bensì solo uno. 

Il Social Media Advertising è una sfida interessante per il prossimo futuro. Lavoriamo quotidianamente con partner importanti a livello globale che hanno creduto in noi anche grazie ad un grande lavoro di qualità della nostra comunicazione. Investiamo tanto in creatività e video comunicazione, credendo fortemente che queste due variabili siano i migliori strumenti per dare risalto in modo immediato e incisivo ai brand dei nostri partner. In futuro sarà la stessa tecnologia a permetterci di poter proporre grazie all’intelligenza artificiale nuovi scenari per lavorare ancor più ad una politica di ricavi da sponsorizzazioni derivanti esplicitamente dall’online. 

I vostri atleti sui vostri canali social?

I nostri atleti e le società affiliate sono il fulcro di tutte le nostre iniziative. Tutti. Dai più piccoli sino alla Nazionale seniores. L’Italia è un paese da scoprire e proprio la scoperta dei talenti è il nostro obiettivo verso il futuro. I mezzi si sono evoluti e i social abbattono le barriere tra ciò che è necessario e ciò che ancora non conosciamo. Piattaforme come Instagram, TikTok, Facebook sono diventate in grado di offrire una visibilità maggiore rispetto a qualsiasi magazine o rivista del settore. Il perchè di tutto questo è dato dall’immediatezza e dall’alto grado di usabilità di questi mezzi: oggi è possibile interagire “direttamente” con i propri idoli sportivi, vedere sessioni di allenamento, sapere in diretta cosa fanno nel tempo libero ed irrompere, di conseguenza, anche nel loro privato. I social network hanno contribuito a rendere gli sportivi più vicini a noi, avvicinando il tifoso a quel mondo reale che prima sembrava tanto lontano quanto irraggiungibile. 

Interagiamo giornalmente con loro stimolando interazioni reciproche e rendendoli partecipi di un progetto digitale che vede loro stessi i veri protagonisti. Non solo atleti della Nazionale. Per noi il valore aggiunto sono tutti e ripeto tutti gli atleti del territorio. Il taekwondo è uno sport che piace ed è compito nostro diffonderlo con ogni iniziativa che ci permetta di dare visibilità ai giovani talenti

Il tipo di contenuto, il filtro di Instagram, il tone of voice utilizzato: tutto dev’essere in linea con quello che è l’atleta e l’immagine dell’atleta per i fan, facendo estrema attenzione a non perdere il focus principale del tema: l’atleta ha grandi responsabilità nei confronti dei più piccoli che vedono in loro dei punti di riferimento sul comportamento, il lessico e lo stile di vita. 

Un carattere fondante dei social media è che sono un potentissimo, ma estremamente pericoloso, mezzo di self-validation, di ricerca di affermazione del proprio ego. La controversia è nella struttura stessa di queste piattaforme, bisogna comprenderla senza sottovalutare mai che dietro a contenuti autoriferiti e vanitosi, condivisi sempre più spesso in giovanissima età, ci sono condizionamenti di contesto sempre più forti. Proprio per questo come digital team abbiamo fatto dei corsi di aggiornamento agli atleti e tutt’oggi siamo al loro fianco spiegando loro come migliorare la loro self- reputation, elemento fondamentale per coloro che un giorno riusciranno ad affermarsi sul piano dei risultati a livello internazionale. 

Ci sono stati eventi di successo o progetti che vi hanno visto coinvolti per i cui i social sono stati importanti? 

Un’iniziativa che ha riscosso un successo esponenziale nel 2018 e che ci ha permesso di instaurare un rapporto giornaliero di engagement con persone da tutto il territorio nazionale ed europeo è stata “Summer TKD: dimostra la tua passione per il taekwondo!”, un contest dedicato soprattutto ai giovani. 

L’idea era molto semplice ma i risultati sono stati straordinari. Volevamo diffondere la passione popolare per questo sport e volevamo riuscirci a costo zero, solamente mostrando la spettacolarità della nostra disciplina dando spazio in vetrina nei nostri social a tutti. Il tema era quello di dimostrare la propria passione per la disciplina. Un concetto che arriva direttamente al cuore di ogni individuo. Abbiamo coinvolto l’intera community a postare i contenuti nei loro profili personali con alcune linee guida da noi imposte e rese pubbliche da subito per permetterci di condividere i loro contenuti in totale rispetto della normativa italiana vigente in termini di trattamento dei dati personali. I contenuti non venivano infatti inviati a noi attraverso messaggi di posta ma postati direttamente dai singoli utenti nei loro profili menzionandoci e dandoci la possibilità, una volta ricevuta la notifica, di condividere i loro contenuti nel nostro profilo ufficiale, realizzando il desiderio di piccoli e grandi atleti oltre che di maestri e/o semplici appassionati, di diventare protagonisti, per un giorno. 

Fin dai primi minuti sono arrivate centinaia di menzioni al giorno, numeri che sono tutt’oggi in crescita esponenziale, con un +400% di visualizzazioni sulle nostre stories, con un engagement rate vicino al 10%. 

Lasciando che siano i nostri fan o followers a parlare e pubblicare contenuti, si crea l’interesse attorno al brand che rappresenta tutti noi e di conseguenza diventa ancora più semplice acquisire nuovi lead. Essendo i social network una realtà ben radicata nella vita quotidiana di ognuno di noi, le possibilità di successo di un’iniziativa semplice come questa sono molto alte. Un ulteriore vantaggio è sicuramente l’aumento della brand awareness. In ultimo, ma non meno importante, la generazione di contenuti da parte degli utenti, è un ulteriore plus che permette all’intero movimento sportivo di accrescere la propria identità web e social attirando nuovi target provenienti da altre discipline sportive. 

Sul piano degli eventi i social network sono per noi la principale vetrina per comunicare con l’esterno. Istituzioni, stampa, atleti, sponsor. Ogni app di social media marketing è uno strumento primario per ogni evento e attività correlata e, per questo – in termini di copywriting – deve essere utilizzato per condividere contenuti sempre più di valore, in modo da instaurare un rapporto con i propri lettori, creare una community attorno ai nostri interessi e ampliare il nostro network di possibili partner in ambito commerciale.

(Photo credits: Denis Sekretev)

Federazioni & Social: Pugilato

Il pugilato non è solo uno sport da combattimento, ma anche il mezzo di difesa personale più antico al mondo. I pugni sono infatti da sempre per l’uomo la prima difesa più istintiva.

Come sport era già praticato nell’Antica Grecia e nell’Antica Roma: allora i pugni venivano fasciati con strisce di cuoio e talvolta placche di metallo, per proteggere le nocche. La stessa parola “pugilato” deriva dal latino pugilatus, originata da pugil, che indica l’atleta che lotta con il pugnus, ovvero con il “pugno”. Ma è anche conosciuto come “la nobile arte” dal XVIII secolo, perché richiede forza, coraggio, velocità e intelligenza.

A livello competitivo si svolge all’interno di uno spazio quadrato chiamato ring, dove due atleti si affrontano colpendosi con i pugni chiusi protetti da appositi guantoni, con l’obiettivo di indebolire e mandare a terra l’avversario.

Per capire meglio come comunica online la Federazione Pugilistica Italiana, abbiamo parlato con Tommaso Gregorio Cavallaro, responsabile dei canali social della Federazione.

 

La Federazione Pugilistica Italiana nasce nel 1916 a Sanremo, ma devono passare 11 anni prima che arrivi la meritata affiliazione al Coni. L’attuale presidente è Vittorio Lai che nel 2017 ha ricevuto il testimone da Alberto Brasca. Attualmente la federazione può contare su numeri di altissimo livello: 33.215 tesserati con ben 1000 e passa società affiliate. Dati che continuano ad aumentare di anno in anno come anche le quote rosa della boxe: sono quasi 6.000 le ragazze che indossano i guantoni e salgono sul ring. La distribuzione sul territorio è capillare, con Lazio e Lombardia a fare da battistrada. L’Umbria, dove si trova il centro tecnico federale, e la Sardegna, che ha una grande tradizione pugilistica, rappresentano due eccellenze. 

 

Dal 2012 la FPI ha iniziato la sua “Guerrilla” social con il varo del suo profilo Facebook che ora conta più di 65.000 liker. Il secondogenito social è stato Twitter, aperto nel maggio dello stesso anno e che al momento ha 4.000 follower. Nella seconda metà del 2012 abbiamo deciso di sbarcare anche su YouTube, facendo una partnership con Google che ha dato modo di mettere online il Canale ufficiale della FPI: FPIOfficialChannel. Piattaforma streaming, i cui iscritti sono 12.000, in cui, grazie alla collaborazione con il nostro service Stream+, vengono mandati in onda tutti i match di tutti i campionati indetti dalla FPI, ivi compresi alcuni grandi eventi della Boxe PRO. Le nostre dirette sono seguite da un pubblico sempre più crescente e ormai offriamo dei prodotti che potrebbero competere con produzioni tv di alto livello. I nostri live ormai constano di: Studio pre e post evento, telecronaca e grafiche personalizzate per ogni incontro e boxer.
L’apertura del canale YouTube ci ha “costretto” all’approdo anche su Google+, la famigerata e abortita risposta di Google a Facebook. Avventura su Google + conclusasi nello scorso marzo poiché la Casa madre ha giustamente capito che quel tipo di “antiFB” non stava dando i frutti sperati.
Altra perla del nostro forziere social è Instagram, su cui la FPI è giunta nel maggio 2013. La nostra pagina Insta conta quasi 25.000 follower, ai quali offriamo in pasto quotidianamente foto, video e stories.

 

La nostra politica social è molto semplice e può essere riassunto con il seguente termine: Guerriglia. Non siamo il calcio, sport in cui anche il mero movimento della pelota a centrocampo fa notizia e crea engagement, per cui dobbiamo bombardare quotidianamente il web con news, foto, video e compagnia cantando. Siamo però uno sport che piace soprattutto dal punto di vista della spettacolarità delle immagini dei nostri campioni sul ring. Non per niente la Boxe è da sempre considerato lo sport cinematografico per eccellenza. Va da sé che la condivisione di immagini, in questo ci aiuta molto Instagram, è la cosa che sfama di più gli appetiti dei nostri appassionati.

 

I nostri partner sono costantemente inglobati nelle nostre campagne social. Un esempio è la campagna #noisiamoboxe, ideata dalla FPI e promossa dagli sponsor federali Uliveto, Boxeur des Rues e WhySport. Un progetto social finalizzato alla diffusione della cultura del pugilato e dei suoi benefici e per promuovere il tesseramento e l’affiliazione nel 2019 e negli anni a seguire.

 

Moltissimi nostri atleti sono sui social e alcuni di loro, vedasi Clemente Russo, Irma Testa, Giovanni De Carolis, sono a livello di influencer sportivi e hanno anche dietro dei team social che li consigliano su come curare e gestire al meglio i loro rispettivi profili. La cosa che più ci fa piacere è che ormai si è creato un flusso continuo di condivisione e interrelazione tra i social FPI e quelli dei nostri atleti, che possono e devono essere considerati i primi e più importanti testimonial della noble art tricolore.

 

Un aspetto che qualche nostra atleta dovrebbe migliorare è il comprendere che la vita da boxer, per quanto attiene la fantastica agorà del virtuale, deve essere separata da quella privata.

 

Tutti i nostri eventi hanno una copertura social.
Se devo però citare alcuni dove i social media sono stati fondamentali direi:
  1. Gli Europei Youth del 2018 svoltisi a Roseto degli Abruzzi
  2. I Campionati UE femminili del 2017 a Cascia
  3. Il dual Match Italia vs Argentina del 18 ottobre scorso a Roma
  4. L’evento Pro del 14/12/2018 che ha avuto luogo in quel di Cinecittà
  5. La riunione Pro del 24/3/2019 il cui proscenio è stata il Centro Congressi EUR “la Nuvola” di Roma
  6. Tutte le edizioni degli Assoluti (il massimo campionato AOB – Dilettanti del pugilato italico) dal 2012 in avanti.
Qui tutti i canali della Federazione, da seguire:
Federazioni & Social: Triathlon

Il triathlon nasce nel 1977. È uno sport giovane che riunisce in un’unica prova le tre molto più classiche discipline del nuoto, del ciclismo e della corsa. Non è semplicemente la somma di tre sport, ma un vero e proprio sport a sé stante.

I concorrenti devono passare da una frazione di gara all’altra senza interruzioni, mostrando alti livelli di forza, resistenza e coordinamento. I gesti che devono compiere sotto sforzo sono infatti molto diversi tra loro. Tutte e tre le discipline sono di tipo aerobico e presuppongono un diverso impegno muscolare. Per questo il triatleta si può considerare uno sportivo completo sotto tutti i punti di vista: un fondista dedito allo sport di resistenza, con uno sviluppo muscolare armonico.

Come comunicano tramite i canali social i triatleti e la loro Federazione? Ne parliamo con Alberto Fumi, responsabile della comunicazione di federazione.

 

La Fitri, che vede i suoi albori nel 1984 con la prima gara su territorio italiano, diventa Olimpica nel 2000, proprio in occasione del debutto ai Giochi del triathlon. Nelle successive edizioni delle Olimpiadi, l’Italia del triathlon è sempre stata rappresentata e nel 2016, a Rio de Janeiro, ha debuttato anche la nazionale Paralimpica che, all’esordio, ha conquistato due storiche medaglie (argento con Ferrarin, bronzo con Achenza).

 

La Federazione Italiana Triathlon è presente su Facebook, Instagram, Twitter, Youtube e Vimeo. I primi due canali citati sono decisamente strategici per la Fitri: Facebook è il principale canale social, il più frequentato dagli appassionati e dai tesserati, sul quale vengono veicolate anche iniziative dedicate agli sponsor, mentre Instagram, aperto dal 2018, è dedicato principalmente al “campo gara” con il racconto per immagini dei principali appuntamenti della stagione.

 

Gli azzurri del triathlon sono molto attivi sui social: i canali più gettonati, anche in questo caso, sono Facebook e Instagram, in particolare le storie. I triatleti di alto livello trascorrono gran parte dell’anno in raduno o fuori dall’Italia per le gare internazionali e dunque sfruttano le pagine e profili per rimanere in contatto con i loro fan che li seguono in ogni parte del mondo. I canali istituzionali offrono grande visibilità all’attività di Alto Livello: spesso e volentieri, i contributi creati dalla Fitri sui social e sul sito ufficiale, vengono condivisi e diffusi da atleti e addetti ai lavori tramite i canali personali.

 

Abbiamo due esempi di successi numerici delle nostre piattaforme. In occasione dei successi internazionali dei nostri atleti, i sostenitori, gli amici e i semplici appassionati hanno gioito insieme a noi e agli stessi atleti in maniera virtuale per i trionfi ottenuti anche a migliaia di chilometri di distanza. Altro esempio, il coinvolgimento dei nostri follower in occasione di alcune gare italiane che non disponevano della copertura televisiva: le nostre dirette Facebook dal campo gara hanno riscosso sempre un considerevole successo in relazione ai nostri numeri consueti.
Federazioni & Social: Canottaggio

Il canottaggio è considerato uno degli sport più completi a livello fisico. Velocità e resistenza, tra le più alte di tutti gli sport, sono le caratteristiche che deve avere un buon canottiere.

Il canottaggio si pratica su fiumi, laghi e mare, con barche molto affusolate. Queste hanno seggiolini mobili orientati a poppa e un equipaggio composto da uno o due remi e da un timoniere opzionale. Il capovoga, che siede sul primo carrello partendo da poppa nelle barche più lunghe, dà il giusto ritmo alla barca e definisce la strategia di gara.

Una volta le imbarcazioni erano fatte di legno, mentre oggi sono in fibra di carbonio o in materiali compositi più veloci e idrodinamici.

Le regate si svolgono in primavera e in estate, e si basano sulla velocità. La distanza regolamentare è di 2.000 metri, ma si disputano gare anche sui 1.000 e 1.500 metri per le categorie giovanili. Ci sono poi le gare chiamate “Gran fondo” con distanze che vanno dai 6.000 ai 7.000 metri.

Per saperne di più su questo sport, abbiamo parlato con il dott. Claudio Tranquilli che cura la comunicazione della federazione di riferimento.

 

La Federazione Italiana Canottaggio viene fondata a Torino nel 1888 per diffondere il canottaggio in Italia e all’estero, implementandone i risultati agonistici, sviluppando e valorizzandone l’immagine e i propri valori storici e culturali, sociali ed economici al fine di rendere lo sport del remo sempre più interessante e fruibile per la Sport Community e per le aziende. E’ tra le Federazioni più medagliate ai Giochi Olimpici riconosciute dal CONI.

Come usate i social a livello di Federazione?

Usiamo i social per consolidare la web identity del canottaggio in rete e per fare campagne pubblicitarie in favore dei nostri sponsor. Li utilizziamo anche per fare comunicazione sulle attività federali e nei confronti di tutti i tesserati. Tuti i social che utilizziamo (Facebook, Linkedin, Instagram, YouTube, Twitter, Telegram, RSS Feed) fanno parte dell’area comunicazione e marketing della Federazione Italiana Canottaggio e sono importanti ognuno per la sua natura poiché ad ogni social è dedicata un’attenzione diversa.

Gli atleti percepiscono la comunicazione sui social federali in maniera concorrenziale con la loro attività sui loro profili social. Il giorno in cui arriveranno a comprendere che possiamo essere complementari, veicolando anche i loro profili, allora sarà più incisiva l’attività su questi media.

Un evento di successo per i cui i nostri social sono stati importanti è stato il Festival dei Giovani, con oltre diecimila persone in tre giorni di gara. Una interazione tra giovani di età variabile dai 10 ai 14 anni che hanno permesso a loro di conoscere il media e alla Federazione di aumentare i follower organici.

Qui tutti i canali social della Federazione da seguire:

FacebookTwitter,  Instagram, Youtube, Linkedin, Telegram.