Il nuoto paralimpico è sempre stato parte dei Giochi Paralimpici, fin dalla prima edizione di Roma del 1960. I nuotatori disabili che gareggiano in queste discipline vengono classificati in base al tipo di disabilità con categorie che vanno da 1 a 10, dove 1 corrisponde ai tipi più severi di disabilità.

Abbiamo intervistato per voi un nostro giovane campione della Nazionale Italiana di nuoto.

 

Ciao a tutti, sono Federico Bicelli e sono di Borgosatollo in provincia di Brescia.

Frequento il secondo anno di università, studio alla Cattolica di Brescia, indirizzo informatico e sono un nuotatore.

Sono nato con la patologia della Spina Bifida, per cui rientro nel Nuoto Paralimpico.

Posso dire che forse proprio questa malattia mi fatto diventare quello che sono.

Ho iniziato a nuotare perché i medici me lo hanno consigliato per la salute e per la patologia, dal momento che rafforza muscoli e nervi. In realtà mi è sempre piaciuto, facevo corsi da quando avevo quattro o cinque anni e così ho deciso di continuare. Ho iniziato agonismo quando avevo otto anni proprio per piacere. A gareggiare mi ha spinto l’adrenalina, ne ho tanta e il nuoto semplice non mi è mai piaciuto. Ho sempre avuto un obiettivo e uno scopo da raggiungere.

Ho disputato molte gare, anche a livello internazionale, come ad esempio nel 2017 l’Europeo Giovanile, in cui ho vinto un oro nei 100mt dorso, un argento nei 400mt stile un bronzo nei 100mt stile libero. Sono state competizioni che mi hanno fatto crescere, mi hanno permesso di vedere lo sport ad alto livello, anche di altre nazioni. È stata una crescita sia fisica che mentale: mi hanno aiutato psicologicamente non solo a capire che ce la potevo fare, ma anche a imparare cose che non sapevo. Sono tornato a casa con qualcosa in più.

Nel 2018 poi ho partecipato agli Europei a Dublino, dove ho vinto un oro nei 100mt stile libero, un oro nella staffetta con la nazionale, un argento nei 100mt dorso, un bronzo nei 50mt stile.

L’anno scorso, nel 2019, ho gareggiato ai Mondiali di Londra, in cui ho ottenuto due quarti posti nei 100mt stile libero, ho vinto un argento in staffetta con la nazionale e sono rientrato nei primi 8 in finale mondiale.

Quest’anno avremmo dovuto partire per le Olimpiadi ma è stato spostato tutto di un anno.

 

Come hai vissuto il periodo della Quarantena?

Durante questi mesi mi sono allenato a secco, quindi fuori dall’acqua e dalla piscina, con esercizi elastici o altri a corpo libero per cui non servisse la palestra. L’ho fatto da solo, oppure con la nazionale facevamo  tre sedute a settimana di gruppo via web.

In parallelo mi sono portato avanti con lo studio, dato che con la carriera del nuoto c’è poco spazio per studiare, invece nell’ultimo periodo ho avuto tempo e ne ho approfittato.

 

Come hai usato i tuoi canali social?

I social li ho usati molto per svagarmi, in questo periodo in cui eravamo tutti tesi per il COVID. Poi lato mio ho portato online quello che facevo nella quotidianità.

Abbiamo fatto molte dirette con amici per raccontare le esperienze e parlare di altro che non fosse il virus.

Per me i social sono molto importanti per portare avanti la parola del nuoto paralimpico, rispetto ad altri sport più importanti, di cui si parla tanto.

Si tratta di qualcosa di molto diverso dal nuoto normale, ha gare molto differenti tra loro perché ci sono categorie diverse e i social aiutano a raccontare le esperienze dei ritiri o delle gare. Ho sempre fatto vedere anche gli esercizi che si fanno per allenarsi perché credo che sia importante far vedere e divulgare cosa possono fare i ragazzi che hanno problemi fisici.

 

Progetti futuri?

A livello personale ho alcuni esami da fare, vorrei concludere l’annata, anche se non è ancora chiaro quali saranno le modalità, dato che gli scritti non si potranno fare in università.

Dal punto di visto sportivo, ho ricominciato a nuotare da una settimana ed è stata molto dura, ma bisogna ripartire. Forse nei prossimi mesi ci si potrà allenare con altri e penso a un ritiro con la nazionale.

Le gare non ci sono fino a Gennaio 2021, quindi non si sa ancora. Però ci sono gli Europei, prima delle Olimpiadi, previsti per Marzo-Aprile 2021, mentre le Paralimpiadi ci saranno sempre verso agosto 2021.

L’agonismo nel Paralimpico è agguerrito come nel nuoto normale, solo che abbiamo molte più gare. Ce ne sono quasi di ogni tipo per ogni categoria, quindi c’è molto da vedere. Da vivere forse il nuoto classico è più agguerrito perché le gare vanno a centesimi di secondo, mentre nel paralimico vanno a secondi.

Però noi siamo spettacolari e non solo perché il diverso attrae (ndr).

Qui il profilo di Federico per seguirlo su Instagram: https://www.instagram.com/federicobicelli/?hl=it