Federazioni & Social: Climbing

L’arrampicata sportiva o climbing è una disciplina che impegna sia fisico che mente.

Si distingue in arrampicata libera o artificiale, a seconda che si utilizzino aiuti appunto artificiali per compiere la scalata, oppure no.

Si può esercitare come progressione in solitaria se l’arrampicatore è singolo, oppure in cordata se gli arrampicatori due o tre.

A seconda dell’ambiente in cui si svolge, si distingue poi l’arrampicata su roccia (pareti rocciose in ambiente naturale), su ghiaccio (ghiacciai o cascate gelate), su terreno misto (se si hanno due o più tipologie di terreno da affrontare), oppure indoor (in palestre attrezzate con rocciodromi).

È no sport in crescita, così abbiamo intervistato Marco Iacono, Responsabile Comunicazione e Marketing di Federazione Arrampicata Sportiva Italiana, per scoprirne di più

Ci racconta della Federazione?

Il 5 luglio 1985 i più abili scalatori si diedero appuntamento in Valle Stretta a Bardonecchia, per dirimere definitivamente la questione: chi fosse il più forte in parete, in un confronto che annullasse il rischio per esaltare la difficoltà.

Nacque quel giorno l’arrampicata sportiva, con le sue regole, i suoi sistemi di valutazione, le gare e i confronti.

L’anno successivo, ad Arco, prendeva vita la manifestazione che in breve sarebbe diventata cult, il RockMaster. La gare furono trasmesse in 7 paesi e furono seguite dal vivo da 10.000 persone. Non male per uno sport che non aveva ancora compiuto un anno di vita! Contemporaneamente in Francia, a Vaulx-en-Velin, un sobborgo di Lione, si teneva la prima gara indoor, gettando così le basi per un rapido sviluppo anche lontano dalle montagne. Sulla scia del successo iniziale, nel 1987 nacque la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana che dopo pochi anni ha ottenuto il riconoscimento del CONI e nei primi mesi del 2011 il riconoscimento da parte del CIP di Disciplina sportiva paralimpica.

L’Arrampicata ci ha messo poco tempo ad imporsi come moda e come stile di vita: uno stile mutuato dall’alpinismo e declinato in ambito (e con gusto) prettamente sportivo. Le arrampicate, che si svolgono sempre in assoluta sicurezza, hanno come scopo quello di arrivare più in alto su itinerari sempre più difficili. Perché la base di questa disciplina è il confronto, diretto, appassionato, fino all’ultima presa, con se stessi e con gli altri.

Nel 2007, dopo 22 anni dalla prima gara di Bardonecchia, nasce la Federazione Internazionale IFSC. Lo stesso anno l’IFSC è riconosciuta in via provvisoria dal CIO. A Vancouver, in occasione delle Olimpiadi invernali, c’è stato il riconoscimento definitivo che ha aperto le porte all’inserimento di questa disciplina nella short list degli sport in predicato di entrare nel programma olimpico delle Olimpiadi 2020. Attualmente fanno parte dell’IFSC 74 federazioni nazionali, in rappresentanza dei 5 continenti.

Da alcuni anni, in base ad un protocollo d’intesa CONI e Ministero della pubblica Istruzione, l’arrampicata entra a far parte del programma di “alfabetizzazione motoria” delle scuole primarie. Si riconosce definitivamente il valore educativo di quello che è sempre stato il primo gioco per ogni bambino: arrampicare!

 

Come usate i social a livello di Federazione?

L’uso dei social network negli ultimi 3 anni è diventato sicuramente il canale più immediato, facile e recettivo per divulgare la vita federale e la promozione dello sport arrampicata. Questo ha portato a promuovere i social come canale primario di comunicazione verso il pubblico sia di settore che non.

Principalmente c’è stato lo sviluppo dei 2 tra i più utilizzati, Facebook e Instagram. Entrambi nell’80% dei casi vengono utilizzati per fornire informazioni e aggiornamenti sulle competizioni e sulla promozione del nostro sport, mentre per il restante 20% per fornire informazioni di carattere istituzionale e per raccontare le storie dei nostri atleti. Sicuramente quest’ultimo è un aspetto che vogliamo maggiormente implementare nel futuro.

Nel rapporto con gli sponsor è sicuramente vincente il lavoro di copertura degli eventi sportivi federali in quanto si riesce facilmente ad ottenere grande visibilità dei marchi tecnici durante lo svolgimento delle gare, inoltre nei periodi di pausa non mancano le iniziative congiunte per promuovere i partner attraverso la spettacolarità e la crescita della disciplina.

Ormai praticamente tutti gli atleti delle nazionali giovanili, senior e paraclimbing sono presenti sui social network. Al 90% la presenza si concentra su Instagram, che soprattutto tra i giovanissimi è diventato il canale primario per promuovere i loro risultati sportivi, compresi gli insuccessi. Fondamentale per gli atleti diventa l’utilizzo dei social per promuovere i loro sponsor personali, mentre il rapporto con la federazione è sicuramente uno strumento per veicolare la loro immagine verso un pubblico più ampio e variegato, aumentando la platea da raggiungere.

Ci sono stati eventi di successo o progetti che vi hanno visto coinvolti per i cui i social sono stati importanti?

Sicuramente quest’anno sono arrivati 2 eventi di successo come i Campionati Mondiali Senior di Tokyo durante i quali abbiamo avuto il primo atleta azzurro a qualificarsi per i primi giochi Olimpici della nostra Federazione. Questo evento è stato come un’iniezione di carburante nei nostri canali, che hanno toccato picchi di milioni di contatti in tutto il mondo grazie soprattutto alle condivisioni da parte di media digitali con una forte presenza come Eurosport.

A breve distanza abbiamo ospitato come federazione in Italia i Campionati mondiali Giovanili, dove un’altra atleta di punta della nazionale dei probabili olimpici ha conquistato ben 3 titoli mondiali disponibili su 4 discipline.

La combinazione di questi due eventi di cui uno “in casa” hanno contribuito ad un periodo di forte concentrazione dell’attenzione verso i nostri canali, dimostrando che gli eventi e i risultati sportivi sono sicuramente la prima forma di comunicazione verso il pubblico. L’anno Olimpico segnerà sicuramente un cambiamento radicale nella percezione da parte del pubblico del nostro sport del quale si sentirà sempre più parlare e dovremo essere bravi noi tramite un progetto di campagne di storytelling ad arrivare a far amare il nostro sport.