NUOTO/FARFALLA: ILARIA BIANCHI

“Delfino” o “Farfalla”? I due termini indicano lo stesso stile di nuoto, ma solo quello denominato “Farfalla” si pratica a livello agonistico.

Originariamente la Farfalla è nata come un’evoluzione della Rana, perché gli atleti si sono resi conto che recuperare le braccia fuori dall’acqua e non sotto, permette di aumentare la velocità. Quando ormai quasi nessuno nuotava più seguendo lo stile canonico, è stato codificato questo nuovo stile.

Il Delfino nasce poi come evoluzione della Farfalla, che si differenzia principalmente nell’azione della gambata. Nella Farfalla le gambe si muovevano come nella rana e per ogni bracciata si effettuava solo una gambata. In seguito, la Federazione Internazionale del Nuoto ha proibito la gambata a rana – riservata alle gare master – permettendo agli agonisti solo la gambata dall’alto verso il basso, a gambe unite e sincrone.

Nella nazionale di nuoto, abbiamo una specialista della Farfalla. Si chiama Ilaria e abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei.

 

Ciao a tutti, sono Ilaria Bianchi, ho 29 anni e nuoto in maniera agonistica fin da quando ne avevo 5.

La mia specialità è lo stile farfalla: ho partecipato a 3 olimpiadi nei 100 metri farfalla e punto alla mia quarta partecipazione, che sarebbe un’impresa che poche atlete hanno realizzato. Soprattutto nuotatrici donne e italiane.

Sempre per i 100 farfalla ho detenuto il record italiano per 11 anni consecutivi e ho vinto una medaglia a livello internazionale.

Ripensando al mio percorso, non ricordo un successo sportivo in particolare. Quando ottieni il tuo risultato più grande – per me è stato a Londra, un quinto posto alle olimpiadi con record italiano dell’epoca – ti rendi conto a che livello sei arrivato, quanto può pagare il lavoro che fai in piscina ogni giorno e quanta fatica fai.

Spesso rifletto e mi rendo conto degli errori che si fanno, nel nuoto e nella vita. Guardo gli altri intorno a me e vedo che si perdono per poco: atleti che si allenano tutto l’anno, concentrati, si allenano in modo impeccabile, poi quando arrivano alla gara, che è quello che vuoi fare, che è il tuo obiettivo finale, che ti da di più, si annientano per paura o per tensione.

È una cosa brutta che vedo e mi sorprende. Per questo cerco di non rovinare tutto così.

Cerco di tenere i nervi saldi e dare il massimo per ottenere il massimo.

I social? Pensavo di usarli bene poi vedendo gli influencer sportivi più famosi mi rendo conto che c’è ancora molto da fare. Perché è un lavoro vero e proprio e occupa tantissimo tempo. Purtroppo lo metto in secondo piano perché il resto mi occupa il 90% della giornata.

Però mi rendo conto che funzionano molto bene: l’anno scorso realizzavo e pubblicavo video in cui mostravo i miei allenamenti in piscina e in palestra e avevo avuto un bel feedback. Giovani e adulti mi scrivevano, mi chiedevano informazioni, mi domandavano di farne altri o di fare cose specifiche. Sono canali che mi piacerebbe curare di più.

 

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Nuoto pinnato: Stefania Pirozzi

Siete appassionati di nuoto. Perfetto. Ma seguite anche il nuoto pinnato?

Si tratta di una delle discipline delle specialità acquatiche. Per praticarlo l’atleta usa attrezzature specifiche come pinne, monopinna, boccaglio e bombole, che permettono all’atleta di raggiungere velocità molto più elevate rispetto al nuoto tradizionale, tanto che si parla di “Formula Uno” delle discipline natatorie. Fin dalla prima edizione del 1981, le competizioni di questo sport si svolgono a livello mondiale.

Ed è questo il livello della nostra protagonista di oggi, che ha conquistato un bronzo europeo nel nuoto pinnato, ottenendo il record italiano nei 400 bipinne in 3’46″49. Ecco a voi la turbo girl Stefania Pirozzi.

Ciao sono Stefania Pirozzi, nuotatrice della nazionale italiana!
Ho iniziato all’età di 7 anni e poi ho realizzato il sogno più grande quello di andare alle olimpiadi… e per ben 2 volte, oltre a tanti piccoli e grande obiettivi raggiunti prima di coronare questo sogno!
Ho frequentato lo psicopedagogico e mi sono laureata in management dello sport proprio per restare nel mio ambito. E devo dire che, anche se con tante difficoltà, nuoto e scuola si possono portare avanti, anche se con qualche rinuncia. Quindi a tutti i giovani dico: inseguite i vostri sogni ma non tralasciate mai lo studio perché è importante!
Sicuramente aver vinto una medaglia d’oro agli europei in una staffetta insieme a Federica Pellegrini è qualcosa di bellissimo che un giorno potrò raccontare ai miei figli.

Ma anche i momenti di sconforto in uno sport così duro sono tanti, come il problema alla spalla che mi ha tenuto spesso ferma ai box e una brutta mononucleosi durante il 2015.
Sicuramente questi eventi ti fanno crescere e maturare e sono sicura che un domani nella vita extra nuoto avrò una marcia in più nell’approccio alle difficoltà.

Sui social mi diverto molto, sicuramente quello che uso di più è Instagram perché nasce per la fotografia e penso che pubblicando foto riesci ad esprimere un po’ ciò che vuoi. Li uso per raccontare qualcosa del mio sport e mi piace soprattutto pubblicare momenti divertenti della mia vita di tutti i giorni rimanendo me stessa e mostrandomi per quello che sono, sicuramente schietta e solare.

Sono del parere che i momenti brutti e le fatiche degli allenamenti non vanno sui social. Li risparmio ai miei follower, anche se molti non riescono a capire cosa ci sia dietro una gara e quanto ci sia!
Ma va bene così, i social ognuno li usa per quel che vuole far vedere.
I momenti difficili li supero insieme alle persone che mi sono vicine, mentre ai miei follower voglio far fare una risata e passare qualche secondo di spensieratezza.
E per che no… sono aperta alle domande sul mio sport 🙂

 

Avete domande per Stefania? Scriveteci!