Slopestyle: Diego Caverzasi

Se diciamo Slopestyle? Tranquilli, capita a tutti.

Si tratta di una disciplina riconosciuta come olimpionica per sci e snowboard. Ma c’è anche chi la pratica con la mountain bike. L’obiettivo dello slopestyle è realizzare salti e acrobazie lungo una pista in discesa, studiata con precise rampe o ostacoli. I punti di gara vengono assegnati sulla base della difficoltà delle acrobazie e dell’altezza dei salti, che devono essere eseguiti correttamente.

Sapevate che in Italia abbiamo 2 giovani talenti, conosciuti a livello internazionale?

Vi facciamo conoscere Diego.

 

Ciao a tutti, sono Diego Caverzasi, ho 25 anni, vivo in provincia di Varese e sono un atleta professionista di Slopestyle.

Ho iniziato a praticare questo sport sin da piccolo, quando avevo 8 anni grazie alla presenza di un piccolo bike park vicino a casa. Con il passare degli anni mi sono appassionato sempre di più alla disciplina iniziando a fare anche le prime competizioni a livello italiano.

Nel 2010 ho partecipato alla mia prima competizione del FMB World Tour, il campionato mondiale di slopestyle che ancora tutt’ora svolgo ogni anno.

Ad oggi sono uno degli unici due professionisti in questa disciplina in Italia con Torquato Testa, ed entrambi siamo nella top 10 del ranking mondiale.

Tutta la mia preparazione per quanto riguarda la bici ed i trick, l’ho sempre fatta da autodidatta ispirandomi ad altri rider ed imparando dai video.
Oltre ad essere un atleta professionista sono anche un meccanico ciclista presso il negozio Base Bike di Rivera.

Ci racconti un’esperienza importante?

Mi è rimasto molto bene in mente la mia prima vittoria al 26Trix di Leogang nel 2016, è stata la prima volta che vincevo un evento internazionale di quel livello e davanti a tutti i rider più forti.
Lo ricordo molto bene perchè feci una run pazzesca che comprendeva trick come Frontflip barspin, backflip barspin to tailwhip, backflip cliffangher, che per chi non conosce lo sport e non sa di cosa sto parlando vi posso assicurare sono cose che non si vedono tutti i giorni.

Ancora adesso fatico a credere di averlo fatto, ma ancora più incredibile è stato l’anno successivo che sono riuscito a ripetermi sempre lì a Leogang nonostante le condizioni fisiche pessime. Qualche settimana prima della gara avevo subito una brutta caduta che implicò la contrattura di un muscolo sottoscapolare, molto difficile da massaggiare e quindi da sciogliere e risolvere la contrattura. Così mi portai dei dolori terribili per circa un mese, tant’è che durante i due giorni di gara dovevo dopo ogni giro di prova fermarmi per 10 minuti dal fisioterapista presente sul posto per un breve massaggio per poter alleviare il dolore. Questa prassi continuò durante le prove, qualifiche e finali.
Quella vittoria sofferta mi ha reso consapevole di essere capace di molto di più di quanto pensavo fino a quel giorno.

Come usi i tuoi canali social? Quanto sono importanti per comunicare la tua passione sportiva?

Al giorno d’oggi per fare questo lavoro è essenziale essere super attivi sui social network. Personalmente ho una pagina InstagramFacebook e da poco un canale YouTube che sto cercando di spingere perchè penso che YouTube sostituirà la Televisione.
La facilità che questi mezzi ti danno di raggiungere il pubblico è incredibile, ma soprattutto ti danno la possibilità di mostrarti su un palcoscenico globale e di creare dei contenuti a tuo piacimento, senza filtri.