Yoga online: due insegnanti da seguire

Durante il lockdown ci siamo cimentati con allenamenti più o meno pesanti, con attrezzi più o meno improvvisati, trovando lezioni di vario genere su internet.

Una delle discipline che senza dubbio è stata “praticabile” in più sensi è stato lo yoga.

Su Milano ci sono due insegnanti che grazie al periodo di clausura hanno avuto una svolta online e si sono organizzate per fornire servizi in rete per chi voglia continuare con questa disciplina.

Sono Cristina Simone ed Elisabetta Artemisia Ferrari. Conosciamole insieme.

 

Quando, come e perché nasce la tua passione per lo yoga?

 

Cristina: Ciao a tutti! Prima ancora di diventare insegnante praticavo da alunna. Mi sono avvicinata allo yoga per caso, perché sentivo parlare tantissimo dei suoi benefici. Ho iniziato così la mia ricerca di un corso yoga a Milano che mi piacesse e mi facesse sentire bene. Lungo il percorso ho incontrato un po’ di ostacoli e ho sperimentato stili e classi yoga, a volte, improponibili. Quando ho trovato il mio posto nello yoga, ho iniziato a incuriosirmi sempre di più. All’inizio ero interessata alla parte esclusivamente del corpo e delle posizioni, ma poi con il teacher training ho scoperto anche l’aspetto del benessere spirituale e mentale – vorrei sottolineare che non significa stare 1h seduti a gambe incrociate. Dal 2017 sono diventata insegnante di yoga e meditazione con entrambe le certificazioni internazionali di 500h ryt (registered yoga teacher).

 

Artemisia: Buongiorno! Lo yoga per me non è stato amore a prima vista: ho conosciuto la pratica nel 2007 ma inizialmente non mi ha conquistato del tutto. Ho continuato a esplorare e cercare nel tempo, però, perché sentivo che probabilmente c’era qualcosa che andava ancora scavato per trovare “il mio” yoga.  Di fatto, ho mantenuto sempre accesa la “fiammella” della pratica, alimentandola con tanti stili e maestri diversi: e poco a poco mi sono appassionata, fino a intraprendere il percorso per diventare insegnante. Ora non potrei vivere senza!

 

Che tipo di yoga pratichi e insegni?

C: Io pratico e insegno yoga seguendo il metodo di “yoga del respiro”. È una pratica di yoga tradizionale e molto vicina all’hatha yoga. In ogni lezione di yoga con i miei praticanti lavoriamo su:

*Tecniche di respirazione: per imparare a respirare correttamente, che aiuta a gestire più facilmente lo stress mentale

*Corretta postura e allineamento della colonna vertebrale. Spesso una postura scorretta porta ad avere dolorini vari alla schiena

*Flessibilità ed elasticità del corpo: grazie alle posizioni dello yoga che in gergo si chiamano “asana”. È la parte più scenografica, se vuoi, dello yoga. Ma non c’è solo questo

*Rilassamento: con l’aiuto di mudra e della meditazione.

Sono anche una studiosa di mudra, ovvero gesti che si fanno con le mani e le dita e agiscono su corpo, spirito e anima, influenzando positivamente i nostri pensieri e sentimenti.

 

A: Pratico e insegno principalmente Vinyasa, lo yoga dinamico, con un approccio al movimento molto fluido, mai rigido. In questo senso la formazione di Anukalana Yoga, che ho fatto per continuare gli studi dopo il primo attestato, è stata importantissima.

La chiave per godersi le posizioni, a mio avviso, è non forzarle mai: anche nella più dinamica delle transizioni dobbiamo accompagnare il corpo a scoprire l’asana, non intestardirci a volerla dominare. L’asana è un dono per il corpo e la mente.

 

Perché ti piace insegnare?

C: Ho di fatto due anime lavorative, perché lavoro nel digital marketing e insegno yoga. In entrambi i lavori l’aspetto dell’insegnamento, per me, è prevalente. C’è chi mi ha detto che è un dono quello che ho. Io posso dire semplicemente che mi piace poter trasmettere quello che ho appreso. Nello yoga in particolare vedo il benessere sul volto delle persone alla fine della pratica e questo mi riempie di gioia e gratitudine. Spesso vedo le persone a inizio pratica che sono rigide, tese e respirano male. Riesco a vedere il cambiamento subito dopo la lezione di yoga, perchè il loro volto appare da subito più rilassato, sono calme e respirano bene. Riuscire a regalare un po’ di serenità e benessere alle persone, fa stare meglio anche me.

 

A: Più che un’insegnante mi considero una facilitatrice: non amo molto questo termine ma è l’unico che possa rendere l’idea. Mi piace il fatto di potermi mettere idealmente a fianco dei miei compagni di pratica/allievi per poter condividere con loro ciò che ho imparato, e imparare da loro.

Il mio obiettivo è quello di offrire strumenti che consentano alle persone di godersi una pratica dello yoga sana e consapevole, realmente “nutriente” anche oltre i confini del tappetino.

 

Cosa e come è cambiato grazie all’online?

C: Devo dire che ho sperimentato durante la quarantena l’insegnamento online. Prima insegnavo yoga soltanto dal vivo, a privati, a domicilio, nelle aziende e nei miei retreat di yoga. Avevo sempre pensato che il benessere e l’energia di una pratica di yoga non si potessero trasmettere attraverso lo schermo di un computer o tablet. L’emergenza covid-19 mi ha portato a fare un esperimento di yoga in diretta su Facebook e Instagram e questo mi ha permesso di cambiare idea. Le persone sono state da subito contentissime e ho capito che i benefici arrivano anche in questa modalità. Così oggi insegno yoga online e in videoconferenza, nell’attesa di poterlo fare anche nuovamente dal vivo.

 

A: Insegnare online è stata la vera sorpresa del periodo di quarantena Covid: all’inizio mi spaventava un po’ perché pensavo che fosse impersonale e asettico, un po’ come guardare un pesce nell’acquario. Invece la modalità interattiva garantita dalle piattaforme di videochiamata come Zoom accorcia le distanze al punto che entrare a casa dei propri allievi – e viceversa – diventa umanizzante: una sorta di bella consuetudine che ti fa sentire vicina a loro, tanto quanto vedersi dal vivo (e a volte perfino di più). E magari a volte si finisce anche per bersi un tè insieme!

 

Quali servizi offri online?

C: Ho due programmi di yoga online: per privati e per aziende. In entrambi i casi insegno yoga in videoconferenza. Posso vedere i miei alunni attraverso la webcam e interagire con loro. Dopo ogni pratica loro possono ripeterla, rivederla grazie ai video. Tutti i miei iscritti hanno accesso a un gruppo privato Facebook dove hanno a disposizione a una serie di contenuti esclusivi come videolezioni, meditazioni, esercizi di respirazione, mudra e tanto altro.

 

A: Oltre a collaborare con le scuole e palestre con cui lavoravo già prima, organizzo privatamente lezioni di gruppo e individuali.

E poi, proprio perché da questo periodo così difficile sono nate anche delle belle opportunità, sono finalmente riuscita a realizzare un mio grande desiderio: è nato così Yoga Basics, un mini corso dedicato alle basi dello yoga e indirizzato sia ai principianti assoluti sia a coloro che, pur praticando già, non hanno mai avuto modo di approfondire. Siamo già alla seconda edizione e sono davvero molto felice. Il mio gruppo privato più affiatato è nato proprio grazie a Yoga Basics: perché spesso se provi la pratica non vuoi più smettere!

 

In conclusione?

C: Vi lascio un mudra: è il “Mudra del tempo”. Ne abbiamo avuto tanto negli ultimi mesi, c’è chi lo ha usato bene, chi si è lasciato un po’ andare. Abbiamo capito che il tempo appare una cosa relativa: a volte ne abbiamo pochissimo e riusciamo a fare tante cose, paradossalmente quando ne abbiamo tanto, possiamo sentirci bloccati. Questo mudra può essere fatto ogni volta che sentiamo di “non avere il tempo”, e si può tenere da 5 a 10 minuti.

Come farlo: Unite i dorsi di entrambe le mani e sfregateli l’un l’altro. Unite i pollici Unite le altre dite sulle rotondità alla base dei pollici Tenete le mani all’altezza dello stomaco Tenete gli avambracci paralleli

 

A: Se hai provato lo yoga ma non ti è piaciuto particolarmente, prima di desistere prova a cambiare stile e insegnante. Potrebbe succederti quello che è capitato a me: dalla curiosità all’amore incondizionato. Ed è un bellissimo percorso, di scoperta continua: perché non si finisce mai di essere studenti.

 

Qui tutti i riferimenti di

Cristina Simone

Privati: https://www.yogainciociaria.it/yoga-a-casa-con-cristina/ 

Aziende: https://www.yogainazienda.it/yogaonline-smartworking/ 

YouTube – 12 lezioni gratuite: https:// www.youtube.com/channel/UCpM_Aa0xT382O6MIDVnUOuA

 

Elisabetta Artemisia Ferrari

Social Media Expert, giornalista e insegnante di yoga certificata RYT 500 Yoga Alliance

www.instagram.com/artemisia

www.elisabettaferrari.com

 

Yoga: Sayonara Motta

È stata incoronata la “Donna più influente nel fitness mondiale”.

Ha uno spirito energico e positivo che si impegna a diffondere in tutto ciò che fa.

Ha ricevuto molti riconoscimenti per le sue doti atletiche, la sua professionalità e il suo talento artistico, tanto che è stata la coreografa dei più grandi campioni mondiali delle sue discipline.

Dicono che sia un’innovatrice con una personalità forte e creativa.

Ecco a voi l’inarrestabile Sayonara!

Ciao, sono Sayonara Motta.

Sono nata in Brasile e sono laureata in scienze motorie. Dopo la laurea ho fatto un master di studi in biomeccanica, ho studiato fitness management e mi sono specializzata in tutta la parte olistica, ovvero tutto ciò che riguarda l’integrazione del corpo, quindi anche antigravity e yoga.

Sono stata un’atleta, ho sempre fatto danza tutta la vita. Ho iniziato quando avevo 4 anni, grazie a un’intuizione di mia madre: ero una bambina inquieta e la mamma mi ha messa a fare ginnastica.

Verso la fine degli anni ’80 ho conosciuto l’aerobica, mi sono appassionata, ho iniziato a fare gare e ho vinto 2 mondiali di ginnastica aerobica. Queste vittorie mi hanno portato visibilità: ho iniziato a viaggiare in tutto il mondo, ho lasciato il Brasile, ho lavorato a Los Angeles e Beverly Hills, sono stata in Giappone, poi in Europa. Arrivata qui in Italia sono diventata Coreografa della nazionale italiana di aerobica e ho gareggiato per l’Italia vincendo un secondo posto in un campionato italiano, a Genova nel ‘94.

Durante il mio periodo di gara agonistico sono stata in agonia anche col mio corpo perchè ti rompi, ti devi riprendere e in questi momenti ho sempre affiancato lo yoga allo sport.

La prima formazione l’ho fatta in America: era il ‘97 ed erano i primi corsi di Power Yoga al mondo. Mi sono certificata a New York.

Questa specializzazione mi ha aiutata molto con il primo chakra, che è collegato al radicamento e serve per capire chi sei, dove sei, dove vai.

Oltre a praticare lo yoga ho studiato e mi sono specializzata nell’anatomia dello yoga. Poi ho fondato la mia scuola Fit education, che forma istruttori nelle varie tematiche del fitness per migliorare background e approccio al cliente.

Oltre a questo, c’è un altro grande capitolo della mia vita legato a Nike. Sono sempre stata atleta Nike, lavoro con loro da 25 anni. Dapprima sono stata atleta e modella anche di una campagna di comunicazione mondiale, poi ora sono trainer. Sono Nike Master Trainer, un ruolo che pochi altri hanno a livello globale nel mondo, per cui sviluppo programmi di diffusione per Nike, come consulente.

Mi definisco un’esperta di fitness. Non c’è separazione tra il fitness e la mia vita, perché il senso della mia vita è lo sport, è fare quello che mi fa vivere meglio. Aiutare le persone a vivere meglio. C’è un legame, un’integrazione tra me e lo sport e ogni giorno sono sempre più convinta che sia così.

Un successo sportivo importante? Quando gareggiavo ho vinto due mondiali, tanti europei e tante altre gare. Il successo e la vittoria sono una forma di doping incredibile. Quando chiamano il tuo nome e senti “terzo posto, secondo posto, primo posto” è una consacrazione quasi orgasmica. Ti rendi conto che tutti i sacrifici e gli allenamenti e la fatica che hai fatto ne sono valsi la pena. E lo rifaresti. E questo è la cosa più bella.

I successi sportivi aiutano a calmare il tuo ego. Ho gareggiato sempre per me stessa. Non volevo sapere chi ci fosse in gara. Sfidavo me stessa per essere sempre migliore. Così rispettavo tutti gli altri, senza una barriera mentale legata alla classifica e al concetto di migliore o peggiore. Tutti sono campioni. La valutazione che mi veniva data era in parte tecnica, ma anche molto legata al carisma: dovevi essere in grado di arrivare al cuore del giudice. Io puntavo su questo.

Dopo, quando ho smesso di gareggiare, ho trasferito l’adrenalina derivante dall’essere la numero uno agli altri, per cercare sempre di essere l’eccellenza. Così in tutti i miei lavori, il rapporto con i partner e alla scuola do il meglio di me, rispetto tutti, guardo avanti e non guardo quello che fanno gli altri.

Mi baso su quello in cui credo. Questa sicurezza viene quando hai calmato il tuo ego.

Oggi su Instagram è facile, tutti possono diventare influencer senza aver fatto sacrifici. È facile imitare, ma a volte manca la sicurezza che deriva dall’esperienza vera.

Sono la persona che sono grazie alla pratica dello sport vero, grazie al sacrificio, non per il fatto di essere un istruttore di fitness.

Che rapporto ho con i canali social? Conflittuale. So quanto siano importanti e ho dovuto diventare autorevole anche in questo settore, ad esempio su Instagram, perché lavorando con le aziende ti chiedono es. il numero di follower. Da 4 anni ho agenzia che mi segue e mi aiuta a far crescere i follower in modo organico. È stato un lavoro fatto a tavolino, collegando blog, news ed eventi. Faccio tante cose per cui mi basta solo raccontare quello che faccio e viene tutto naturale.

I social media sono fondamentali per far vedere un’altra parte di me. Dico che ho un rapporto conflittuale perché non sono una guru, non metto frasi, ma comunico me stessa e le mie idee. Anche quando lavoro con i partner cerco di comunicare sempre un messaggio.

Questa comunicazione va di pari passo con la diffusione di quello che penso perché oggi tutto è digitale e va veloce. Instagram è un canale fondamentale per arrivare ai giovani, alle ragazze.

Un progetto importante a cui ho lavorato per la progettazione e sto lavorando per la realizzazione è “Nulla può fermarci”. Lo scopo è avvicinare allo sport le ragazze dai 15 ai 18 anni. Lo portiamo avanti con la madrina Bebe Vio per far conosce lo sport come un’ancora, un porto sicuro per la vita. Il progetto ha vinto anche un premio. Abbiamo fatto molti eventi dedicati a diverse discipline, come box, dancing e yoga.

Un altro progetto a cui tengo è dedicato alle donne di 50 anni. È la mia età e ci tengo. Faremo dei podcast per avvicinarle e aiutarle a superare problemi, come ad esempio quelli legati alla menopausa.

Ultimo tema a cui mi sto dedicando ora è lo yoga come terapia per lo stress management, per aiutare le donne in carriera a gestire lo stress grazie allo yoga.